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Cosa è successo nel bombardamento chimico nella provincia di Idlib in Siria

L'attacco aereo con armi chimiche avvenuto martedì 4 aprile nella città siriana di Khan Sheikhoun ha ucciso almeno 100 persone, ferendone altre 400

Immagine di copertina

Almeno 86 morti e decine di feriti: è il bilancio, provvisorio, dell’attacco aereo con armi chimiche avvenuto martedì 4 aprile nella città siriana di Khan Sheikhoun, nella provincia di Idlib, in mano agli insorti dell’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Tra le vittime ci sarebbero almeno 20 bambini e 17 donne. I dati della strage sono stati comunicati dall’osservatorio siriano per i diritti Umani.  Altre fonti avevano parlato di un centinaio di morti. 

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L’attacco

Il numero di vittime, secondo l’Union of Medical Care Organizations, una coalizione di aiuti internazionali, è destinato a salire. Il gruppo ha affermato che il villaggio di Khan Sheikhoun è stato colpito da raid aerei. 

Gli investigatori della sezione dei crimini di guerra delle Nazioni Unite hanno fatto sapere che stanno indagando sul presunto attacco con armi chimiche. In una dichiarazione la commissione d’inchiesta sulla Siria delle Nazioni Unite ha affermato che l’uso delle armi chimiche rientra nei “crimini di guerra e in una seria violazione dei diritti umani”.

L’attacco chimico nella provincia di Idlib è venuto dal cielo, secondo quanto rivelato dall’inviato speciale Onu nel paese, Staffan de Mistura, che ha detto che certamente ci sarà “una riunione del consiglio di sicurezza per una chiara individuazione della responsabilità”. Incontro poi fissato per mercoledì 5 aprile.

Una “fonte dell’esercito siriano” ha negato che le forze armate di Damasco siano responsabili del sospetto attacco chimico a Khan Sheikhun. La fonte ha precisato che le forze siriane “non hanno e non hanno usato armi chimiche, né ora né in passato”. L’esercito siriano ha poi “negato categoricamente” di essere responsabile di un attacco chimico.

Credit: Facebook/Edlib Media Center

L’uso di armi chimiche

A Idlib potrebbe essere stato usato gas Sarin, secondo quanto riportato da un membro di un centro di informazione dell’opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall’agenzia Ap

Mohammed Hassoun ha anche detto di aver sentito dai medici che probabilmente più di un gas è stato usato, ma si tende ad escludere il cloro perché “non provoca queste convulsioni”. Nel descrivere i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali, la stessa fonte ha precisato che molte delle vittime erano “prive di coscienza e in preda a convulsioni, e quando è stata applicata loro la mascherina per l’ossigeno hanno cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca”.

Un dottore di un ospedale vicino alla città ha dichiarato alla Cnn che intorno alle 7:30 della mattina del 4 aprile “circa 125 persone sono arrivate nell’ospedale e 25 di loro erano già senza vita. Il 75 per cento circa dei feriti erano donne e bambini”. 

Lo stesso dottore descrive i sintomi che presentavano le persone ricoverate: “Pelle pallida, sudorazione, problemi respiratori e restringimento delle pupille”. Sintomi che “fanno pensare all’uso del Sarin”. 

In una nota Save The Children ha riferito che “i medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i 6 anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il Sarin”. 

Le reazioni della comunità internazionale

Da più parti il regime siriano di Bashar al-Assad è stato attaccato come responsabile dei raid aerei con armi chimiche. Il presidente francese Francois Hollande ha attribuito la responsabilità di quanto avvenuto alle forze del governo siriano. “Ancora una volta il regime siriano nega l’evidente responsabilità in questo massacro. Come nel 2013 Bashar al-Assad conta sulla complicità dei suoi alleati per agire impunemente”, ha dichiarato il presidente francese. 

Il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, ha parlato all’agenzia Ansa di “immagini sconvolgenti”. “L’umanità è morta oggi in Siria”, ha detto Iacomini commentando in lacrime le fotografie pubblicate dagli attivisti dell’Edlib Media Center. 

Secondo il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, l’attacco chimico nel nordovest della Siria, è “un crimine contro l’umanità” che “merita una punizione” e che “può distruggere l’intero processo” di pace avviato ad Astana. Il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva già definito quanto avvenuto “disumano” e “inaccettabile” in una telefonata con il suo omologo russo, Vladimir Putin.

Dura condanna anche dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, che ha definito “orribile” l’attacco nella provincia di Idlib, considerato “un drammatico promemoria del fatto che la situazione sul terreno continua ad essere drammatica”. “Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”, ha dichiarato Mogherini attaccando Assad.

Per l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, “l’impunità non è una opzione” e “chiunque sia responsabile” dei fatti “deve risponderne”.

La Casa Bianca ha attribuito la responsabilità dell’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib al regime del presidente Assad, sottolineando che quanto accaduto “non può essere ignorato dal mondo civilizzato”.  

Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “l’attacco chimico di oggi contro degli innocenti in Siria, compresi donne e bambini, è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato”. Secondo il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, gravano “grandi responsabilità morali” su Russia e Iran per quanto avvenuto. Gli Stati Uniti ritengono che nell’attacco “sia stato usato il Sarin” e che “quasi certamente” il bombardamento “sia stato compiuto dalle forze di Assad”.

Il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ha definito la notizia dell’attacco chimico “sconvolgente” chiedendo “con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità”. 

Attacco diretto ad Assad anche dal ministro degli Esteri del Regno Unito, Boris Johnson, che ha definito il dittatore siriano colpevole di crimini di guerra.

Condanna anche da Israele per “l’uso di armi chimiche contro civili innocenti in Siria”, secondo quanto detto dal premier Benyamin Netanyahu. “Le immagini terribili dalla Siria dovrebbero scuotere ogni essere umano. Ci appelliamo al mondo per tenere le armi chimiche fuori dalla Siria”, ha dichiarato.

 Credit: Facebook/Edlib Media Center

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