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Trump contrasterà la minaccia nucleare della Corea del Nord, con o senza la Cina

Il presidente degli Stati Uniti in un'intervista al Financial Times ha fatto pressione sul governo di Xi Jinping per avere maggiore collaborazione contro Pyongyang

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che contrasterà la minaccia nucleare della Corea del Nord con o senza l’aiuto della Cina. Trump ha comunicato la sua posizione sulla questione in un’intervista al Financial Times.

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L’inquilino della Casa Bianca che attende la visita del presidente cinese Xi Jinping, è convinto di poter avere successo in una campagna contro Pyongyang. Gli Stati Uniti temono di diventare l’obiettivo dei missili nucleari a lungo raggio che il regime di Kim Jong-un sta sperimentando.

“La Cina ha grande influenza sulla Corea del Nord e la Cina deciderà o di aiutarci o di non farlo. Se lo fanno, sarà un bene per la Cina. Altrimenti sarà un male per tutti”, ha aggiunto Trump.

Le affermazioni del presidente non sono le prime in questo senso. Il 17 marzo su Twitter Donald Trump aveva sottolineato lo scarso contributo dato dalla Cina al contrasto alla minaccia militare nordcoreana. 

Tra i possibili provvedimenti che gli Stati Uniti potrebbero adottare nei confronti della Corea del Nord, è stata considerata anche l’opzione militare, secondo quanto riferito dal Segretario di Stato Rex Tillerson.

Per quanto riguarda le sanzioni, invece, la Corea del Nord è già oggetto di penalizzazioni sul programma di armamento e sulle operazioni finanziarie all’estero da parte delle Nazioni Unite e di altri stati. Anche gli aiuti alimentari si sono ridotti con l’aumentare della tensione internazionale. Nell’incontro con il presidente cinese, Trump chiederà un maggiore impegno facendo leva soprattutto sulla questione commerciale. 

La Cina è da sempre alleata della Corea del Nord anche se nel mese di febbraio ha deciso di bloccare le importazioni del carbone da Pyongyang. Secondo gli esperti, il crollo del regime nordcoreano non sarebbe una prospettiva auspicabile per la Cina che vorrebbe evitare la presenza dell’esercito statunitense nell’area e un potenziale arrivo di rifugiati nel paese.

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