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Il parlamento paraguaiano è stato incendiato durante una protesta

I manifestanti sono scesi in piazza contro la proposta del presidente Cartes di cambiare la legge per potersi candidare per un secondo mandato

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Un gruppo di manifestanti ha dato alle fiamme l’edificio della capitale paraguaiana Asuncion che ospita il parlamento durante una protesta contro la proposta di permettere al presidente di candidarsi per un secondo mandato. L’attuale costituzione paraguaiana, risalente al 1992, è stata approvata dopo 35 anni di dittatura e permette al capo dello stato un unico mandato della durata di cinque anni.

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Tuttavia Horacio Cartes, attuale presidente conservatore del Paraguay, è intenzionato a modificare questa regola in modo da potersi di nuovo candidare.

Questa scelta del capo dello stato ha dato il via a numerose proteste nella giornata di venerdì 31 marzo per le strade della capitale Asuncion, dove i dimostranti hanno preso d’assalto l’edificio che ospita il parlamento, rompendone le finestre e riuscendo ad appiccare il fuoco in alcune stanze interne.

Le forze dell’ordine hanno risposto mobilitando numerose unità e sparando proiettili di gomma e getti d’acqua contro i manifestanti. Secondo i media locali, decine di persone sarebbero rimaste ferite negli scontri.

Il presidente Cartes ha invitato alla calma, e dichiarato che la democrazia non si conquista né si difende attraverso la violenza. Meno concilianti sono però le parole che arrivano dall’opposizione. La senatrice Desiree Masi ha infatti detto che quello che sta mettendo in atto il presidente è un colpo di stato.

Il Paraguay è stato governato dal 1954 al 1989 da una dittatura militare guidata da Alfredo Stroessner, e nel 1992 ha avuto una nuova costituzione democratica.

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