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La prima ragazza nera a diventare specializzanda in neurochirurgia alla Johns Hopkins University

Nancy Abu-Bonsrah parteciperà ai programmi istituti dalla prestigiosa università di Baltimora. Non era mai accaduto in 30 anni che una donna di colore vi prendesse parte

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Quando il nome di Nancy Abu-Bonsrah è apparso sull’elenco di nomi degli studenti che a luglio potranno accedere al corso di specializzazione in neurochirurgia presso la prestigiosa scuola di medicina della Johns Hopkins University, a Baltimora, la diretta interessata non poteva credere che ciò sarebbe mai accaduto.

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La 26enne, nata e cresciuta in Ghana, che dal 2006 vive e lavora negli Stati Uniti, è la prima donna nera a prendere parte ai programmi di specializzazione in neurochirurgia istituiti trent’anni fa da una delle più importanti università americane in questo campo. 

La John Hopkins University ha alle spalle una storia plurisecolare. Fu fondata nel 1876 grazie al lascito di 7 milioni di dollari donati dall’uomo d’affari statunitense John Hopkins. Successivamente, nel 1893, lo stesso lascito finanziò anche l’apertura del John Hopkins Hospital destinato a ospitare anche una facoltà di medicina.

Entrambi gli istituti furono i primi a essere finalizzati alla ricerca negli Stati Uniti e sono considerati tra i migliori al mondo nell’ambito della fisica applicata e degli studi medici. L’università offre numerosi corsi di laurea e di specializzazione post universitaria. La sua sede principale è a Baltimora, nello stato americano del Maryland, ma altre sedi si trovano anche a Washington D.C., a Bologna e in Cina. 

La giovane ricercatrice ha scoperto di recente di essere stata ammessa a frequentare il corso di specializzazione in neurochirurgia.

“È stata una cosa alla quale non ho pensato troppo, almeno fino a quando non ho aperto la busta recapitata a casa e ho esclamato ‘wow’, e ho capito”, ha raccontato Nancy in un’intervista al quotidiano The Independent

Nancy Abu-Bonsarh inizierà il suo percorso formativo con altri quattro internisti nel mese di luglio. A dare la notizia del successo raggiunto dalla giovane ricercatrice è stato il fratello maggiore, che l’ha comunicata in un post sulla sua pagina Facebook, visualizzato un migliaio di volte. 

Nancy ha raccontato di essersi trasferita negli Stati Uniti dal Ghana circa 11 fa per studiare chimica e biochimica presso l’università Mount St-Mary nel Maryland. Dopo la laurea, ha deciso di approfondire gli studi in neurochirurgia e ha mandato la sua candidatura alla John Hopkins University. 

La passione per la neurochirurgia nasce da un viaggio compiuto in Ghana, durante la pausa invernale nel suo terzo anno di college. Attraverso quell’esperienza breve ma intensa, Nancy ha cercato di conoscere meglio il sistema sanitaria del suo paese natale, con la speranza di poterci rientrare un giorno per lavorare. 

“Rimasi impressionata dall’abilità di un neurochirurgo che incontrati in una delle strutture ospedaliere che visitati. Rimasi colpita anche dalla sua audacia”, ha raccontato la giovane ricercatrice. “In generale, ogni volta che pensavo a un intervento chirurgo al cervello, ero convinta che quest’ultimo fosse un organo sacro e intoccabile, ma poi vedevo i neurochirurghi all’opera, i loro risultati e tutto ciò mi colpiva”. 

Da lì l’interesse per la neurochirurgia. “Ho pensato che sarebbe stato bello unire il mio interesse in questo campo alla possibilità di fornire un servizio al mio paese e in tanti altri che non possiedono infrastrutture chirurgiche adeguate”, ha ribadito Nancy. 

La scuola di neurochirurgia John Hopkins è una delle più importanti al mondo. Qui Harvey Cushing aveva fondato questo settore di studi e ricerche e venne considerato il pioniere della neurochirurgia e dello studio dell’ipofisi.

Tra i nomi di spicco che studiarono e lavorarono presso l’istituto è da annoverare anche quello di Walter Dandy, considerato uno dei massimi studiosi sul trattamento chirurgico degli idrocefali. Dandy descrisse la circolazione del fluido cerebrospinale nel cervello, inventò la ventricolografia dell’aria nel cervello e lavorò per istituire la prima unità di terapia intensiva. 

Tra pochi mesi, Nancy Abu-Bonsrah varcherà la soglia della prestigiosa scuola di medicina e sarà la prima donna nera a farlo da 30 anni a questa parte, ossia da quando l’università ha istituto corsi per internisti. 

“Non ho ancora elaborato questa bella notizia, ma questo è un onore e un privilegio poter iniziare questa nuova fase della mia carriera”, ha scritto la ragazza su Facebook. “Sono così fortunata ad avere il sostegno continuo di mio marito, di tutta la famiglia, degli amici e dei miei mentori”. 

Il prestigioso programma di neurochirurgia accetta solo un numero limitatissimo di studenti, che vanno da due a cinque. “Per me è un sogno che si avvera”, ha concluso Nancy. 

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