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Gli Stati Uniti sono probabilmente responsabili dell’uccisione dei civili a Mosul

Lo ha affermato il generale dell'esercito statunitense Stephen J. Townsend, comandante delle forze Usa in Iraq, parlando di un possibile “ruolo” svolto dalla coalizione

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Il generale dell’esercito statunitense Stephen J. Townsend, comandante delle forze americane in Iraq, ha affermato che la coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti ha “probabilmente” avuto un ruolo nel raid che il 17 marzo ha colpito Mosul ovest uccidendo, secondo alcuni report, più di 100 persone.

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“La mia valutazione iniziale è che probabilmente abbiamo avuto un ruolo”, ha detto Townsend sottolineando che comunque “le munizioni utilizzate non dovrebbero causare il crollo di un intero palazzo”, come avvenuto invece il 17 marzo. Secondo il generale dell’esercito si tratta di una vicenda “che dobbiamo capire”.

Townsend ha definito l’episodio come un “incidente involontario nella guerra”, ma ha anche sostenuto che la causa del crollo dell’edificio possa essere l’esplosivo usato dai miliziani del sedicente Stato Islamico.

Secondo il generale Mark Miller “è possibile che l’Isis abbia fatto esplodere l’edificio per portare la coalizione a ritardare l’offensiva su Mosul”, ma è comunque “possibile che un raid della coalizione abbia colpito” il palazzo.

L’esercito iracheno ha negato di essere responsabile della morte dei civili uccisi il 17 marzo, sostenendo che non ci sono segni di un raid su quell’edificio.

Più di 280mila civili hanno lasciato Mosul ovest dal momento dell’inizio dell’offensiva della coalizione anti-Isis, avviata a febbraio 2017, per riconquistare la città sotto il controllo del sedicente Stato Islamico. Secondo le Nazioni Unite almeno 307 persone sono morte durante i combattimenti. 

Amnesty International ha lanciato martedì 28 marzo un allarme su quanto sta accadendo a Mosul. “Centinaia” di civili sono stati uccisi nei raid aerei iracheni e della coalizione anti-Isis a guida statunitense su Mosul negli ultimi mesi, secondo l’organizzazione.

Amnesty afferma che in un solo bombardamento sono state uccise “fino a 150 persone” nel quartiere di al-Jadida, nell’ovest della città, facendo riferimento proprio a quanto avvenuto il 17 marzo.

Le autorità irachene e americane hanno aperto un’inchiesta sugli ultimi episodi, ma il primo ministro di Baghdad Haidar al-Abadi ha affermato che si tratta di “disinformazione”.

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