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I genitori antivaccinisti che credono di saperne più dei medici

TPI ha intervistato tre genitori antivaccinisti, chiedendo loro quali fossero le loro motivazioni della sfiducia nei confronti dei dottori, e tre medici

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“I vaccini sono pericolosi e provocano l’autismo”. “Meglio prendersi una malattia che rischiare di rimanere danneggiato da un vaccino”. Queste sono solo alcune delle tante motivazioni che gli antivaccinisti usano a supporto delle loro teorie, spesso pensando di saperne più degli stessi medici. 

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Abbiamo intervistato tre genitori antivaccinisti, chiedendo loro quali fossero le loro motivazioni nella scelta di non sottoporre i propri figli alle vaccinazioni, e tre medici: Antonietta Spadea, dirigente medico alla Asl Roma 1; Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano; e Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria.

Perché non c’è più fiducia nei medici?

“Sono una mamma che ha vaccinato sua figlia senza esserne convinta. Ho chiesto alla pediatra e in base alle informazioni che avevo in quel momento e anche alla paura, abbiamo scelto di vaccinare la bambina, ma non è stata una scelta serena.

La bambina con la prima dose ha avuto la febbre e altre reazioni normali. Poi io ho continuato a informarmi e ho trovato una rete di persone e di medici che mi hanno dato delle fonti per cui ho iniziato a studiare, mi sono fatta la mia idea e abbiamo deciso di non farle il vaccino morbillo-parotite-rosolia né i richiami dei cinque anni” – Federica, mamma antivaccinista.

“Mi sono informata principalmente tramite medici, che mi hanno detto cose diverse. Quando hai un buco di informazione, inizi a informarti per i fatti tuoi, attraverso le varie enciclopedie di medicina. Ti iscrivi a qualsiasi associazione, ti leggi il mondo per fare un po’ di chiarezza.

L’informazione fondamentale non la trovi sui canali istituzionali, ma studiando, accedendo ai vari servizi, librerie di medicina, siti esteri. I pediatri e i medici che si occupano di dare le informazioni sui vaccini o sono stupidi, arretrati, non del tutto preparati o sono pilotati. Io non riesco più neanche a fidarmi di un medico, neanche delle linee guida” – Alessandra, mamma antivaccinista.

“Nel nostro centro vaccinazioni, in via Dina Galli a Roma, per incentivare i genitori abbiamo introdotto la chiamata attiva, una lettera che inviamo a chi, dal nostro anagrafe vaccinale, ci risulta che non abbia vaccinato i propri figli.

In risposta all’antivaccinismo serpeggiante, che con i genitori ha a che fare ogni giorno, sono convinta che l’entrare la relazione e la buona comunicazione con i genitori e con i pediatri sia fondamentale. Effettivamente, nelle scuole dove abbiamo intrapreso le campagne di sensibilizzazione, le coperture sono aumentate” – Antonietta Spadea, dirigente medico alla Asl Roma 1.

Perché esistono medici antivaccinisti?

“Vaccinare a due mesi ci sembrava troppo presto. Quando siamo andati a fare il colloquio con il medico ci ha fatto un gran terrorismo. Ci disse che dovevamo vaccinarla altrimenti non sarebbe sopravvissuta, che eravamo dei delinquenti.

Alla fine gli abbiamo detto che non ci sentivamo sicuri e che volevamo informazioni riguardo la composizione dei vaccini, le reazioni avverse, un bugiardino, insomma qualcosa. Il medico a quel punto ci disse che non ce l’aveva e ci diede dei fogli dicendoci che ci avrebbero fatto cambiare idea. Erano quattro fotocopie che decantavano la bellezza di essere vaccinati, dicendo che esistevano queste teorie del complotto, che circolavano su internet e che non bisognava seguire” – Andrea, papà antivaccinista.

“I più famosi medici antivaccinisti, con la laurea in medicina, hanno un giro d’affari ai danni di persone in buona fede. Quasi sempre questi medici non lavorano presso strutture pubbliche, non hanno controlli e nessun riconoscimento da parte della comunità scientifica. Non pubblicano, non insegnano e sono stati smentiti pubblicamente.

Credo che anche tra i medici, come in tutte le categorie, esista una piccola frangia di persone che non sono adeguate al loro compito, che non hanno coscienza di quello che fanno. Ma la maggior parte dei medici sono quelli che fanno le notti in ospedale, che lavorano il sabato e la domenica, che si dedicano con cura ai pazienti ed è a loro che bisogna fare riferimento quando si parla dei medici” – Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria.

“I medici che sconsigliano senza motivazione i vaccini, in alcuni casi specifici certo sono da sconsigliare, o che raccontano bugie pericolose ai genitori devono essere radiati dall’ordine. O sono ignoranti, o sono in malafede o tutte e due le cose insieme. Comunque non possono fare i medici, come avviene nei paesi civili.

Penso che sia un dovere dei medici essere aggiornati. Il medico che non sa spiegare a un genitore perché un vaccino è sicuro o non sa rispondere a un’obiezione è un medico che deve documentarsi, in modo da poter convincere i propri pazienti a fare la cosa giusta” – Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano.

Perché alcuni genitori pensano di saperne più di un medico? 

“Confrontandomi con altre persone che avevano vaccinato i figli ed erano perplessi tanto quanto me, ho iniziato a fare due più due. Mia figlia a un certo punto invece di prendere un chilo al mese ha iniziato a prenderne mezzo.

Ho letto delle testimonianze di alcune mamme e mi si è accesa la lampadina. Raccontavano di difficoltà della crescita dei bambini, che non sono cose riportate tra i normali danni da vaccino. Consultando le tabelle su cui avevo sempre segnato il peso di mia figlia, ho verificato che i problemi della bambina erano iniziati in un certo giorno specifico, quelli della prima e della seconda dose di vaccino.

Ho parlato di quelle tabelle con la mia pediatra che mi ha praticamente liquefatta, le ho portato anche uno dei primi libri che avevo letto sull’argomento e non ha fatto la fatica di leggerlo. È bravissima, professionalmente molto scrupolosa però sul discorso vaccini ha la sua posizione e non ha intenzione di metterla in discussione. Invece il pediatra privato che mi segue, omeopata e unicista, ma ex pediatra asl che prima prescriveva anche farmaci allopatici. Lui concorda con il mio punto di vista.

Vorrei sapere quanto ci mette un medico a studiare per l’esame di immunologia. Tre, quattro mesi e poi dà l’esame? Parto dall’idea che il medico ne sappia più di me, non conosco il sistema immunitario, ma sui vaccini mi sono informata e quello che mi spaventa non è tanto il virus attenuato, perché quello va benissimo, ma sono gli adiuvanti che sono tossici” – Federica, mamma antivaccinista.

“Un genitore deve domandarsi: ‘Perché io non lo vaccino? Sto facendo il bene di mio figlio?’. Deve sapere che se suo figlio si prende il morbillo, in un caso su 1000 ha un’encefalite e in uno su 10mila muore.

La discriminazione la fanno gli stessi genitori nei confronti dei loro figli e di coloro con cui entrano in contatto, ma lo fanno in buona fede e per ignoranza. Andrebbero semplicemente educati, alfabetizzati dal punto di vista sanitario” – Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria.

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