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Tripoli ha sospeso il memorandum d’intesa tra Italia e Libia sull’immigrazione

La decisione è arrivata il 22 marzo dopo un ricorso presentato da sei cittadini libici per vizi di forma e contenuto nel documento

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La corte amministrativa di appello di Tripoli ha bloccato il 22 marzo il memorandum d’intesa firmato da Italia e Libia per combattere l’immigrazione illegale. Il documento era stato firmato il 2 febbraio dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal premier del governo di unità nazionale libico Fayez Serraj.

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La decisione della corte libica è arrivata dopo il ricorso presentato il 14 febbraio da sei cittadini libici tra i quali l’avvocato Azza Al-Maqhoor e l’ex ministro della giustizia Salah Al-Marghani. La controversia legale aveva come oggetto l’autorità di al-Serraj e gli effetti del memorandum sul paese. L’accordo ha fatto della Libia un centro di smistamento degli immigrati dopo la detenzione in centri costruiti dall’Italia.

I ricorrenti si sono concentrati anche sui finanziamenti che dovrebbero arrivare da Roma per il piano di contenimento dell’immigrazione. Non sarebbe chiara la somma stanziata a fronte dell’impegno richiesto a Tripoli per il controllo dei flussi.

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