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Sequestri a Roma e 200 fermi per l’anniversario dei trattati Ue

Messa in campo un'imponente macchina di sicurezza: sequestrati bastoni, mazze e bombe carta. Sono ancora in corso perquisizioni nei bus e nelle auto private

Immagine di copertina

Sono cominciate le celebrazioni per la firma dei trattati di Roma che hanno dato vita alla Comunità economica europea (Cee), da cui poi è nata l’Unione europea.

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Per tale ricorrenza sono accorsi nella capitale oltre 60 fra capi di Stato, ministri degli Esteri e autorità politiche da tutto il mondo ed è stata messa in campo un’imponente macchina di sicurezza.

Nella giornata di sabato 25 marzo l’attenzione è massima e già dalla serata di venerdì sono cominciati i controlli a tappeto in diverse zone della città con un dispiegamento di oltre 5mila uomini tra forze dell’ordine, polizia, carabinieri e finanzieri.

Sono già 200 circa le persone fermate da polizia e carabinieri perché potenzialmente appartenenti a partiti anarchici. Sequestrati bastoni, mazze e bombe carta. Sono ancora in corso perquisizioni nei bus e nelle auto private.

Nella serata di venerdì, in via Galvani, nel cuore del quartiere Testaccio, le forze dell’ordine hanno sequestrato elmetti, scudi e spranghe, mentre nel quartiere San Paolo i carabinieri hanno fermato alcune vetture guidate da ragazzi appartenenti ai centri sociali del nord est, all’interno delle auto sono stati rinvenuti felpe e k-way neri. Per i giovani di età compresa tra i 22 e i 38 anni, è scattato il foglio di via.

(Qui sotto una foto della polizia di stato che mostra il materiale sequestrato. L’articolo continua dopo la foto)

Tensione anche nel quartiere Garbatella, dove alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto una trentina di persone con volti celati da passamontagna, che si sono dati alla fuga alla vista delle pattuglie. 

A pochi passi da lì, sul ponte Spizzichino, che collega il quartiere Garbatella con via Ostiense, è stata smantellata un’istallazione di filo spinato con sagome della polizia.

Nella mattina di sabato in via dell’Amba Aradam, le forze dell’ordine hanno ritrovato 17 pezzi di ghisa, presumibilmente posizionati appositamente da ignoti. I pezzi di metallo, abbastanza pesanti, avrebbero potuto essere utilizzati come corpi contundenti a scopo di offesa. 

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