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Not my Europe, la protesta sulle acque del Tevere contro le politiche migratorie europee

La manifestazione è prevista nel giorno dell'anniversario per i 60 anni dalla firma dei trattati che hanno dato vita alla Comunità europea

Immagine di copertina

Portare il Mediterraneo nel cuore di Roma, sulle acque del fiume Tevere. È questo lo scopo della protesta Not My Europe, che si terrà sabato 25 marzo 2017 a Roma in occasione delle celebrazioni per i 60 anni dalla firma dei trattati istitutivi della Comunità europea. La manifestazione ha lo scopo di dire no alle politiche dei muri e dei fili spinati e chiedere un’Europa più umana, verso chi fugge da guerre, persecuzioni o povertà.

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La mobilitazione Not My Europe avrà luogo sabato 25 marzo, dalle 15.30, sotto il ponte di Castel Sant’Angelo. Sul fiume, una imponente installazione riprodurrà l’impatto delle politiche dei muri sulle persone in cerca di sicurezza in Europa.

All’evento prenderà parte una rete di associazioni tra cui Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Baobab Experience, Save the Children e Unicef. Saranno presenti inoltre sul palco i politici Emma Bonino e Luigi Manconi, il giornalista Gad Lerner e l’attore Moni Ovadia. 

“Le politiche migratorie dell’Europa sono fatte di muri, blocchi, accordi disumani con paesi di Africa, Asia e Medio Oriente”, si legge nella pagina dell’evento Facebook. “Condannano persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà a viaggi sempre più spesso mortali o le respingono verso la sofferenza che si sono lasciati alle spalle. Lanciamo un messaggio forte ai leader europei che saranno riuniti per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma: il destino di migranti e rifugiati ci riguarda”.

“Aderiamo alla mobilitazione per ribadire la nostra contrarietà all’Europa dei muri, dei blocchi, delle polemiche strumentali che accusano chi aiuta, degli accordi disumani che costringono persone disperate a sofferenze terribili, anche a rischio della vita, pur di trovare una precaria sicurezza sul continente”, ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di Msf che parlerà dal palco dell’evento.

“Finché l’Europa non garantirà canali sicuri perché chi fugge possa trovare sicurezza, faremo tutto il possibile per continuare a salvare vite e offrire assistenza”.

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