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La Germania vuole risarcire gli omosessuali condannati durante il nazismo

Il paragrafo 175 del codice penale tedesco ha costretto alla prigione circa 50mila uomini per la loro identità sessuale, fino al 1969

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Il governo tedesco ha proposto il 22 marzo 2017 un disegno di legge per cancellare le sentenze contro l’omosessualità emesse durante l’epoca nazista. 

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Il paragrafo 175 del codice penale che prevedeva la prigione per i gay fu eliminato nel 1969. Furono 50mila gli uomini condannati prima di quella data. La legge in vigore dopo la Seconda guerra mondiale spinse al suicidio molte persone.

Il ministro della giustizia Heiko Mass ha definito questa vicenda un’ingiustizia e ha invocato un risarcimento per chi ha dovuto affrontare queste accuse ed è oggi ancora in vita. Si trattò di “crimini di stato” per i quali è necessario da tempo procedere a una riabilitazione. 

“Fu solo per il loro amore nei confronti degli uomini e della loro identità sessuale che furono perseguitati, puniti e dichiarati fuorilegge dalla Germania”, ha detto il ministro. 

I risarcimenti previsti saranno di 3mila euro a persona. Ogni anno passato in prigione darà diritto a un’ulteriore somma di 1.500 euro.

L’intenzione del governo di Berlino è in linea con quella già presa dal Regno Unito nei confronti di 65mila gay e bisessuali che furono criminalizzati a seguito del Sexual Offences Act, in vigore in Inghilterra e Galles fino al 1967 e successivamente anche in Scozia e Irlanda del Nord. 

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