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Un bagno di Pechino usa il riconoscimento facciale contro i ladri di carta igienica

I gestori di un parco di Pechino hanno installato distributori di carta igienica che scansionano i volti dei visitatori prima di erogare una striscia di lunghezza fissa

Immagine di copertina

In una nazione affollata come la Cina, anche il furto frequente di materiali pubblici normalmente considerati di poca importanza può diventare un problema. 

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L’ultimo esempio è quello di un luogo turistico di Pechino, il parco del Tempio del Cielo, che negli ultimi tempi ha visto nei bagni pubblici del posto un furto ripetuto di carta igienica da parte dei visitatori, in alcuni casi di dimensioni che arrivavano a dieci metri.

Ora i gestori del parco hanno deciso di contrattaccare, e per farlo non hanno badato a spese e a tecnologia. Hanno installato dei distributori di carta igienica dotati di riconoscimento facciale, che scansionano i volti dei visitatori prima di erogare una striscia di carta di lunghezza fissa.

Le nuove macchine dispensano strisce di carta igienica che misurano circa 60-70 cm, immagazzinano nel proprio archivio digitale il volto dell’utente e non erogano altra carta alla stessa persona per nove minuti a partire dall’ultima erogazione.

Secondo quanto hanno dichiarato i portavoce del parco, la scelta sembra aver avuto successo finora, visto che la quantità giornaliera di carta igienica usata nei suoi bagni è scesa del 20 per cento.

Allo stesso tempo, l’uso delle macchine ha sollevato proteste per i difetti di funzionamento, visto che alcuni hanno lamentato il fatto che la scansione di un volto in alcuni casi impiega trenta secondi invece dei tre che dovrebbero essere necessari.

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