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La Russia smentisce l’apertura di una base militare nell’area curda della Siria

L'apertura della base arriva grazie a un accordo con la milizia curda YPG “per combattere il terrorismo”

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La Russia non ha progettato di aprire una nuova base militare in Siria. A dirlo lunedì 20 marzo è stato il ministro della Difesa russo, dopo che la milizia curda YPG aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con Mosca per l’apertura di una base militare nel nordovest della Siria.

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“Non c’è un progetto per l’apertura di una nuova base militare russa nel territorio siriano”, ha dichiarato il ministro russo.

La milizia curda aveva annunciato nella giornata di lunedì 20 marzo che la Russia era pronta ad aprire una base militare nel nordovest della Siria in accordo con la milizia che controlla l’area e che sta formando i suoi membri per combattere il terrorismo. A dirlo è stato il portavoce della milizia Redur Xelil lunedì 20 marzo.

Redur Xelil, parlando con l’agenzia di stampa Reuters, ha spiegato che l’accordo con la Russia è stato chiuso domenica 19 marzo e che le truppe russe sono già arrivate nella provincia di Afrin.

“La presenza russa arriva grazie a un accordo tra YPG e le forze russe che operano in Siria nel quadro della cooperazione contro il terrorismo”, ha aggiunto Xelil precisando che si tratta del primo accordo di questo genere. 

La milizia YPG è alleata anche con gli Stati Uniti nella lotta contro il sedicente Stato Islamico in Siria e sta combattendo contro l’Isis nella città di Raqqa. 

“L’accordo è operativo da oggi” 20 marzo, ha sottolineato Xelil, non specificando però quante truppe russe sono arrivate nell’area di Kafr Jina, dove si sarebbe dovuta stabilire la base.

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