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In Italia i casi di morbillo sono aumentati del 230 per cento nei primi mesi del 2017

Secondo il ministero della Salute si sono verificati 700 casi nei soli primi mesi del 2017. Nello stesso periodo del 2016 si erano verificati 220 casi

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In Italia è tornato il morbillo. Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un aumento del numero di casi, che sono passati dagli 844 casi del 2016, a 700 casi nei soli primi mesi del 2017. Nello stesso periodo del 2016 si erano verificati 220 casi. L’aumento nel 2017 è del 230 per cento.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati in sole quattro regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3 per cento (con il valore più basso pari al 68 per cento registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3 per cento), ancora lontana dal 95 per cento che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”, ha detto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. 

“Il ministero attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”, ha concluso Lorenzin. 

Il ministero della Salute ha lanciato l’allarme, collegando il problema al calo delle vaccinazioni.

Negli ultimi mesi il movimento antivaccinista è cresciuto. 

“I vaccini sono pericolosi e provocano l’autismo”. “Meglio prendersi una malattia che rischiare di rimanere danneggiato da un vaccino”. Queste sono solo alcune delle tante motivazioni che i genitori antivaccinisti usano a supporto delle loro teorie, spesso pensando di saperne più degli stessi medici. 

“Sa che se suo figlio si prende il morbillo, in un caso su 1000 ha un’encefalite e in uno su 10mila muore? Sa che la pertosse nei primi tre mesi di vita è causa di morte del bambino? Questi genitori Andrebbero semplicemente educati, alfabetizzati dal punto di vista sanitario”, ha spiegato a TPI Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria.

I vaccini sono vittime del loro successo. Grazie alle vaccinazioni, malattie gravi che in passato hanno causato milioni di morti sono diventate rare o addirittura sono state eradicate, come è successo al vaiolo.

Come conseguenza, ci si è dimenticato quanto possano essere pericolose, come nel caso della poliomielite e della difterite. È questo uno dei motivi per cui il dato sui casi di contagio da morbillo diffuso oggi è così preoccupante. 

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