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L’intervento sull’Isis di Amal Clooney all’Onu

L'avvocata e moglie dell'attore rappresenta le vittime di stupri e rapimenti perpetrati dall'Isis, e ha denunciato la risposta “passiva” delle nazioni del mondo

Immagine di copertina

L’avvocata per i diritti umani britannico-libanese Amal Clooney ha parlato alle Nazioni Uniti ieri 9 marzo esortando l’Iraq e le altre nazioni facenti parte dell’assemblea internazionale a non lasciare che l’Isis “la faccia franca con un genocidio”.

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La donna, sposata con l’attore George Clooney dal 2014, rappresenta le vittime di stupri e rapimenti perpetrati dal sedicente Stato islamico, e ha denunciato la risposta “passiva” delle nazioni del mondo rispetto all’affidare i responsabili alla giustizia.

Clooney ha esortato il primo ministro iracheno Haider al-Abadi a inviare una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in modo che questo possa votare per avviare un’indagine sui crimini da parte del gruppo estremista in Iraq. “Uccidere i membri dell’Isis sul campo di battaglia non è sufficiente. Dobbiamo uccidere l’idea alla base dell’Isis mostrano la brutalità e portando i singoli davanti alla giustizia”, ha dichiarato l’avvocata.

L’avvocata parlava in veste di rappresentante di Nadia Murad, una donna yazida catturata dall’Isis in Iraq nel 2014, violentata e venduta come schiava sessuale prima di diventare ambasciatrice dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine per la dignità dei sopravvissuti della tratta di esseri umani.

Questo il video del suo intervento:

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