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Cosa c’è dietro le perversioni sessuali più assurde

Dall'asfissiofilia e toxofilia, alla necrofilia e voyeurismo. Ecco quali sono le parafilie più comuni e quelle meno diffuse, ma soprattutto da dove nascono

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C’è chi gode nell’essere derubato o nell’assistere a disastri o incidenti stradali. Chi si eccita nell’immaginarsi in pericolo di vita o nel fare telefonate oscene a estranei. E ancora, chi ama avere addosso insetti striscianti o vestirsi ed essere trattato come un bambino.

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Tutti questi interessi sessuali, considerati parafilie (dalla parola greca “para”, intorno, e “filia”, amore), hanno un nome ben specifico. Se da un lato c’è la agalmatofilia, la passione per le statue e i manichini, dall’altra c’è la clismafilia, la passione per i clisteri a scopo sessuale.

Si parla di parafilia (o perversione sessuale) quando i comportamenti di attrazione verso oggetti o situazioni fuori dal comune tendono a essere ripetitivi e diventano l’unica modalità di vivere la sessualità, spiega l’Istituto di psicologia e psicoterapia comportamentale e cognitiva.

Questa è la discriminante che distingue le perversioni sessuali dai comportamenti sessuali trasgressivi anomali o bizzarri, ma liberamente scelti e solo in determinate circostanze.

Il confine della patologia, nella sessualità, è legato alla esclusività del comportamento parafilico, alla compulsività del comportamento e alla mancanza di consenso da parte dei partner sessuali. 

“Le parafilie, in passato conosciute con il termine di perversioni, sono disturbi sessuali che determinano disagio, difficoltà interpersonali o compromissione dell’area sociale e/o lavorativa per un periodo di almeno 6 mesi, secondo quelli che sono i criteri del DSM-5, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, spiega a TPI Domenico Madonna, specializzando in Psichiatria, presso Fondazione IRCCS Ca’ Grande Ospedale Maggiore – Policlinico di Milano.

“L’eziopatogenesi, le cause, sono quantomai sconosciute come spesso accade in ogni disturbo psichiatrico”, continua Madonn. “Ci sono ipotesi biologiche, in quanto sono stati fatti numerosi studi che hanno rilevato in questi pazienti frequenti alterazioni endocrine, neurologiche e alterazioni cromosomiche. Secondo le ipotesi psicodinamiche sarebbe il risultato di un anomalo processo di sviluppo sessuale che determina il persistere nella vita adulta di elementi della sessualità infantile non risolti da meccanismi di difesa e quindi accettati così dall’Io”. 

Le parafilie più diffuse

Ecco clinicamente quali sono le perversioni sessuali più comuni:

• Esibizionismo: riguarda l’eccitazione sessuale ottenuta tramite l’esposizione dei propri genitali, spesso durante attività masturbatorie, di fronte a una persona estranea ,che non se l’aspetta.  

• Feticisimo: fa riferimento all’eccitazione sessuale raggiunta mediante l’uso di oggetti inanimati, come capi di vestiario femminili. Spesso il soggetto raggiunge il piacere sessuale attraverso pratiche onanistiche, mentre indossa, si strofina e odora il feticcio. Può inoltre chiedere al partner di utilizzarlo durante gli incontri sessuali.

• Frotteurismo: riguarda l’eccitazione sessuale ottenuta con il toccare o strofinarsi contro una persona non consenziente, attività effettuata spesso in luoghi pubblici affollati o sui mezzi di trasporto.

• Masochismo: fa riferimto al trarre godimento sessuale dall’essere sottoposto a sofferenze fisiche e psicologiche e umiliazioni da parte di altri.

• Sadismo: consiste nell’eccitazione sessuale derivante da atti reali e non simulati che implicano l’infliggere al partner umiliazioni, percosse o sofferenze.

• Feticismo da travestimento: riguarda gli impulsi sessuali provocati dal travestirsi con abiti del sesso opposto. Tale categoria non va confusa col transessualismo, che è un esito del disturbo dell’identità di genere e non è quindi una parafilia.

• Voyeurismo: è il piacere sessuale derivato dallo spiare persone ignare mentre sono nude, in intimità, o durante i loro rapporti sessuali. Tale condizione deve essere distinta dal troilismo, che consiste nel trarre eccitamento sessuale dall’osservare apertamente altre persone che hanno rapporti sessuali.

Le parafilie minori

Se queste sono le parafilie più comuni e conosciute, c’è un’altra grande fetta di parafilie meno note e ancora più complicate da capire. Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali le definisce parafilie minori o preferenziali non perché clinicamente meno gravi, ma perché meno diffuse. Eccone alcune:

• Coprofilia: riguarda l’eccitamento sessuale derivante dall’osservare, maneggiare o mangiare feci.

• Urofilia: consiste nell’eccitamento sessuale derivante dall’urinare o dal farsi urinare addosso.

• Asfissiofilia: comporta l’eccitamento sessuale derivante dallo strangolamento.

• Onirofilia: fa riferimto al praticare attività sessuali con persone che dormono. 

• Hiphenophilia, cioè l’eccitamento sessuale derivante dal contatto con peli e capelli,

• Toxofilia: è il piacere sessuale derivante dal tiro con l’arco.

• Vorarefilia: è praticata da chi si eccitta all’idea di mangiare o essere mangiato da altri. 

• Necrofila: riguarda l’eccitamento sessuale derivante dall’avere contatti sessuali con cadaveri.

• Maieusofilia: comporta l’attrazione sessuale verso le donne incinte.

• Dismorfofilia: l’eccitamento sessuale che deriva da rapporti sessuali con i nani o con persone con handicap fisico. 

• Fornifilia: fa riferimento al piacere sessuale derivante dal diventare un mobile d’arredamento. 

È molto complicato sia lo studio che la terapia delle perversioni sessuali, dal momento che molto raramente chi ne soffre decide di recarsi da un terapeuta per vergogna o inconsapevolezza, a meno che, dopo essere stato colto sul fatto, non vi sia costretto da un parente o dalla legge, come nel caso della pedofilia, l’attrazione nei confronti dei bambini. 

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