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Gli studenti dell’Università di Torino boicottano Israele

Approvata all'università di Torino una mozione di sostegno alla campagna per il boicottaggio accademico dell'istituto israeliano Technion

Immagine di copertina

È destinata a creare molte polemiche la storica decisione approvata a larga maggioranza dall’organo istituzionale degli studenti dell’Università di Torino. Il primo marzo 2017 infatti 16 membri su 21 del massimo organo di rappresentanza studentesca di una delle più rinomate università italiane ha approvato una mozione che chiede la recessione dagli accordi dell’Uni.To con l’istituto israeliano Technion University.

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Nel documento si legge che ai palestinesi debbono essere riconosciuti “i loro diritti fondamentali, e che alle continue violazioni da parte di Israele della legislazione internazionale e dei diritti umani è di conseguenza doveroso opporsi, come il movimento per il BDS (boicottaggio, disinvestimenti, sanzioni) ha fatto e continua a fare a tutt’oggi”. 

Il parlamento studentesco chiede quindi al Rettore di interrompere ogni legame con il Technion, istituto coinvolto nel complesso militare-industriale israeliano, e l’impegno a non firmare nuovi accordi tra l’Università di Torino e istituzioni israeliane, accademiche e non, a causa del loro ruolo “nel supporto e mantenimento del regime israeliano di occupazione, apartheid e colonialismo, fino a quando Israele cesserà le violazioni dei diritti dei palestinesi e rispetterà il diritto internazionale”.

La mozione rientra nella più ampia campagna iniziata l’anno scorso da un coordinamento inter-universitario denominato “Studenti contro il Technion” nato in appoggio alla campagna italiana per la revoca degli accordi con il Technion lanciata da più di 340 docenti e ricercatori a sostegno della campagna palestinese per il boicottaggio accademico delle istituzioni israeliane. 

Non è la prima volta che centinaia di professori, ricercatori e studenti di un’università occidentale si schierano a favore del movimento a leadership palestinese Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni (Bds). Proprio in queste settimane infatti, le autorità israeliane allarmate dalla diffusione apparentemente inarrestabile del Bds, sono state accusate, grazie ad un servizio esclusivo del network Al Jazeera, di infiltrare le organizzazioni studentesche britanniche per contrastare l’avanzamento dei movimenti pro-Bds nei campus inglesi.

Jacopo C., membro del Consiglio Studenti e del Senato Accademico dell’Università di Torino, interrogato sul motivo che ha spinto il Consiglio ad approvare una mozione proprio contro Israele e non un altro paese accusato di violare i diritti umani, ricorda come pochi mesi fa lo stesso organo abbia approvato un simile documento di condanna nei confronti della repressione del governo turco. 

Per quanto riguarda le possibili accuse di antisemitismo, che spesso vengono mosse nei confronti di chi è favorevole al boicottaggio di Israele, Anna A. appartenente al coordinamento “Studenti contro il Technion” risponde invece che i sostenitori del Bds rifiutano ogni forma di razzismo e antisemitismo e che a riprova di ciò proprio in questi giorni attivisti palestinesi-americani del Bds hanno lanciato un crowfunding che in poche ore ha raccolto 110mila dollari per riparare un cimitero ebraico che aveva subito atti vandalici da parte di ignoti. 

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