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Quanto rischiamo di morire ogni giorno

Negli anni Settanta alcuni ricercatori di Stanford inventarono un'unità di misura, il micromort, per attribuire un rischio concreto alle attività della vita

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Ogni persona (o quasi) ha le sue fobie: c’è chi ha paura di prendere l’aereo, chi di nuotare al mare, chi di essere investito e chi anche solo di uscire di casa. Ma qual è il rischio reale che queste attività comportano? È davvero così rischioso volare rispetto, per esempio, ad attraversare la strada?

Spesso la nostra percezione del rischio legato ad alcune azioni o situazioni è molto falsata rispetto a quello che le statistiche dimostrano essere la loro reale pericolosità, e al contrario l’idea che altri gesti più quotidiani siano “sicuri” è invece poco fondata.

Per avere un’idea più realistica di questi rischi, negli anni Settanta alcuni ricercatori dell’università di Stanford, California, hanno inventato un’unità di misura chiamata “micromort”, che corrisponde a una possibilità su un milione di morire improvvisamente.

In base a questa scala, quanto più sarà alto il numero di micromort di un’attività, quanto più sarà effettivamente reale il rischio che questa possa risultare mortale.

Per esempio, quanto è probabile un attacco fatale di squalo per un australiano? Per avere la risposta sarà necessario dividere la popolazione dell’Australia (circa 24 milioni di persone) per il numero di persone morte a causa di un attacco di squalo ogni anno (in media 3-4 all’anno). Il risultato è di circa una possibilità su otto milioni l’anno, quindi un rischio decisamente basso.

Naturalmente i dati provenienti da diversi paesi possono fornire stime diverse rispetto al rischio di svolgere determinate attività, ma i dati ufficiali dei vari stati rispetto alle cause di morte dei suoi abitanti possono essere utili a questo scopo.

Ecco alcuni esempi di attività e del loro grado di pericolosità secondo l’unità di misura dei micromort:

– Paracadutismo: circa otto-nove micromort per ogni lancio, ovvero circa una possibilità su 100mila di morire

– Maratona: circa sette micromort per corsa

– Immersioni subacquee: da circa cinque a dieci micromort per immersione

– Scalare l’Everest: 40mila micromort per salita

– Fare base-jumping: 430 a salto

– Sciare: 0,7 al giorno

– Anestesia durante un’operazione: 10 micromort

– Squali: 0,125 micromort

– Alzarsi dal letto a 18 anni: 1 micromort

– Alzarsi dal letto a 90 anni: 463 micromort

– Le attività di seguito sono invece quelle che comportano un micromort di rischio:

– Guidare un’auto per 400 km

Campagna regione lazio

– Guidare una moto per 10 km

– Andare in bicicletta per 32 km

– Fumare 1,4 sigarette

– Bere mezzo litro di vino

– Vivere 2 giorni a New York o Boston (inquinamento atmosferico) 

– Vivere 2 mesi con un fumatore

– Viaggiare 10mila km in treno

– Viaggiare in aereo per circa 1600 chilometri

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