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Nel Regno Unito l’unione civile resta riservata ai gay, diritto negato a una coppia eterosessuale

L'Alta Corte di Londra ha bocciato il ricorso di due londinesi, Rebecca Steinfeld e Charles Keidan, che chiedevano le stesse tutele previste per i conviventi omosessuali

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Strada sbarrata alle unioni civili per le coppie eterosessuali in Gran Bretagna. L’Alta Corte di giustizia di Londra ha definitivamente respinto il ricorso presentato da Rebecca Steinfeld e Charles Keidan, che invocavano lo stesso diritto accordato attualmente nel Regno Unito solo agli omosessuali.

La coppia di insegnanti, che rifiuta l’idea del matrimonio per ragioni ideologiche, considerandolo un istituto “patriarcale e sessista”, chiedeva l’accesso a tutte quelle tutele legali introdotte in Gran Bretagna nel 2014, che conferiscono alle coppie gay diritti simili a quelli previsti per le persone sposate.

Rebecca Steinfeld, di 35 anni, e il suo compagno Charles Keidan, di 40, si erano già rivolti ai supremi giudici a novembre del 2016, ma la Royal Court of Justice aveva respinto la richiesta. La coppia però non si è arresa, e ha impugnato la sua richiesta in appello, facendo leva sul principio dell’eguaglianza e di non discriminazione, sostenuta da gran parte dell’opinione pubblica britannica.

Il 21 febbraio, i tre giudici chiamati a decidere del caso – Lady Arden, Lord Briggs e Lord Beatson – hanno definitivamente bocciato l’istanza. Gli alti togati, pur riconoscendo l’ombra della discriminazione, hanno concluso che per sanarla occorre prima di tutto cambiare in parlamento l’attuale testo di legge sulle unioni civili, allargandola agli eterosessuali o eliminandola anche per le coppie gay.

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