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Ikea ha distribuito un catalogo per ultraortodossi israeliani senza immagini di donne

L'azienda ha fatto sapere che il catalogo è stato realizzato in risposta a un'esplicita domanda del pubblico. L'assenza delle donne ha scatenato un'ondata di indignazione

Immagine di copertina

Ikea, la più nota azienda svedese di arredamento, ha distribuito un catalogo per la comunità ultra-ortodossa ebrea in Israele nel quale non compare nessuna donna nelle immagini all’interno. 

Il catalogo è stato creato proprio per essere distribuito nella comunità haredi, gli ultraortodossi ebrei, e contiene elementi d’arredo fatti appositamente per loro.

Gli articoli presenti nel catalogo includono infatti letti a castello e librerie progettate ad hoc per contenere libri sacri o tavoli pieghevoli e letti destinati a essere usati durante lo Shabbat e le altre festività ebraiche, quando tradizionalmente le famiglie, spesso molto numerose, si riuniscono.

E nonostante si faccia leva sulla famiglia, sulle tradizioni, nelle cucine fotografate, sui divani, nelle camere da letto, nessuna donna compare. 

L’assenza delle figure femminili ha scatenato un’ondata di reazioni indignate e aspre critiche. 

Ikea ha un grande successo in Israele, con tre punti vendita nel paese, Netanya e Rishon Lezion, e Haifa. I ristoranti all’interno sono tutti kosher e rimangono rigorosamente chiusi durante lo Shabbat e le festività ebraiche.

Ikea Israele ha fatto sapere che il catalogo in questione è stato realizzato in risposta a un’esplicita domanda del pubblico.

“Alla luce delle richieste che abbiamo ricevuto, abbiamo deciso di lanciare una rivista unica nel suo genere, che permette anche alla comunità haredi e a un pubblico religioso, il vantaggio di godere dei prodotti e delle soluzioni Ikea in conformità al loro stile di vita”.

Non vi è alcuna differenza di prezzo nel catalogo rispetto a quello regolare inviato nel resto del paese. Ikea ha fatto sapere di essere felice di inviare una copia gratuita della rivista a chiunque ne faccia richiesta, religioso o laico, attraverso il suo centro assistenza clienti.

Circa l’11 per cento degli 8,5 milioni di cittadini di Israele sono haredi, o ultraortodossi. Sono riconoscibili dai loro cappelli e dai lunghi abiti neri, e spesso conducono una vita separata alla maggioranza della popolazione ebraica più laica. Le donne ultraortodosse tradizionalmente si vestono con lunghe gonne e camicie a maniche lunghe, e coprono i capelli se sono sposate. Uomini e donne siedono in due aree separate delle sinagoghe. 

In Israele ci sono quattro quotidiani ultraortodossi, due settimanali e due siti che portano avanti ideali conservatori che includono quello di preservare la modestia delle donne ed evitare temi che riguardano droga, omicidi e sesso. 

Le famiglie haredi, che spesso sono numerose, sono importanti per i rivenditori israeliani perché hanno bisogno di mobili a basso costo, dato il loro alto tasso di natalità e il livello di reddito.

Non è la prima volta che l’azienda si è attirata critiche in Medio Oriente. Nel 2012, Ikea si dovette scusare per aver tagliato con photoshop le immagini delle donne dai cataloghi distribuiti in Arabia Saudita.

In Israele, in molti criticano la scelta degli ultraortodossi di non usare immagini di donne nelle pubblicità o separare gli uomini e dalle donne sugli autobus e negli altri luoghi pubblici, considerando queste prassi una violazione dei diritti umani.