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Prove di disgelo tra l’Iran e i paesi arabi del Golfo

Il presidente iraniano Hassan Rouhani si è recato in visita in Oman e Kuwait. Restano tesi i rapporti con Arabia Saudita e Bahrein

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L’Iran ha accolto l’invito di sei paesi del Golfo a cooperare “per rimuovere le incomprensioni e migliorare le relazioni tra le due parti”. Lo ha annunciato lo stesso presidente iraniano Hassan Rouhani a conclusione della sua storica visita in Oman e Kuwait che segna la riapertura del dialogo tra Teheran e le capitali arabe dell’area, sebbene i rapporti tra la Repubblica islamica e Arabia Saudita e Bahrein restino tesi.

Rouhani ha parlato degli sviluppi regionali con l’emiro del Kuwait Sheikh Sabah Ahmad Jaber al-Sabah e ha discusso con lui di come rafforzare i legami bilaterali con i paesi del Golfo. Uno sforzo necessario perché “la regione richiede, in questo momento più che mai, amicizia e comprensione per diminuire la pressione delle minacce straniere”, come hanno sottolineato i funzionari kuwaitiani.

Il presidente iraniano aveva precedentemente fatto tappa a Muscat, dove è stato accolto dal sultano Qaboos bin Said al-Said. Anche in Oman la visita è stata caratterizzata dalla richiesta di sforzi comuni per ristabilire il dialogo tra le due sponde del Golfo. “I paesi della regione devono collaborare a vicenda per il bene comune, per la stabilità e la sicurezza durature nell’area”, ha detto Rouhani a Qaboos, sottolineando che Iran e Oman sono i “guardiani della stretto di Hormuz” con un ruolo fondamentale nella salvaguardia di un punto strategico per il commercio internazionale. 

Le relazioni tra Teheran e Riad, invece, si sono deteriorate fino alla rottura dei rapporti diplomatici, all’inizio del 2016, dopo l’esecuzione a Riad del religioso sciita Nimr al-Nimr e del conseguente assalto all’ambasciata saudita a Teheran. Non solo, i due paesi combattono su vari terreni una guerra per procura per l’egemonia sul Medio Oriente, schierandosi su fronti opposti in conflitti quali quello siriano e quello yemenita.

Contrasti che si riflettono anche nel piccolo Bahrein, alimentati dalle tensioni tra la maggioranza sciita, sostenuta dall’Iran, e il governo sunnita della dinastia al-Khalifa, che gode dell’appoggio dei sauditi.

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