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Le foto di guerra di due siriani sono arrivate seconde al World Press Photo 2017

Il riconoscimento è particolarmente significativo perché premia fotografi giovani che vivono e subiscono la stessa atroce realtà ritratta nelle loro immagini

Immagine di copertina

Due fotografi siriani si sono classificati secondi al World Press Photo 2017 (Wpf). Si tratta dei giovani Abd Doumani (Agence France Press) nella categoria Spot news-stories e Ameer Alhalaby (Agence France Press) nella categoria Spot news-singles.

Il primo, già premiato dalla Wpf in passato, ha immortalato due bambine siriane ferite a seguito di un bombardamento. Nell’immagine, che risale a settembre 2016, si vedono le piccole ricoperte di coltre e sangue su una barella in un ospedale da campo nella città di Douma, a est di Damasco.

La più piccola ha lo sguardo terrorizzato e le manine aperte che chiedono aiuto. La più grande soffre in silenzio, nonostante, dalla testa ai piedi, il suo corpo sia ricoperto di sangue.

A pari merito si è classificato un altro fotografo siriano, Ameer Alhalaby, con alcune immagini scattate durante l’ultima offensiva delle forze di Assad sulla città di Aleppo. Anche in queste foto sono protagonisti i bambini.

Nella prima, scattata il 24 novembre 2016 ad Aleppo, nel quartiere Bab Alnirab, dopo un’offensiva aerea con barrel bombs, si vedono i volontari della protezione civile (White Helmets), mentre lavorano per estrarre dalle macerie un bambino. Il piccolo è insanguinato e piange.

L’altra foto premiata di Alhalaby risale all’11 settembre 2016 ed è stata scattata nel quartiere Al Salihyn, sempre ad Aleppo. Si vedono due giovani uomini che stringono tra le braccia neonati camminando tra le macerie del quartiere. 

Al primo posto del concorso si è classificato il fotografo turco Burhan Ozbilici, dell’agenzia Associated Press, con la foto dell’attentatore dell’ambasciatore russo ad Ankara.

Le foto dalla Siria raccontano la drammatica quotidianità dei civili vittime delle violenze e la loro particolarità è che sono state scattate da giovani che vivono e subiscono quella stessa atroce realtà. Per questo si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo, che premia fotografi che operano in condizioni di grande difficoltà.

“Questi giovani si espongono a pericoli estremi, raccontando le loro storie dal cuore dell’inferno”, ha sottolineato il presidente della giuria Stuart Franklin.

Molti dei reporter siriani che oggi firmano per le più grandi agenzie internazionali hanno iniziato le loro carriere come citizen reporter, e grazie ai loro scatti condivisi in rete sono stati notati e poi ingaggiati da importanti realtà di comunicazione a livello mondiale.  

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