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La Germania ha cancellato un incontro con le autorità israeliane

Fonti tedesche riferiscono che Berlino ritiene inutile parlare con le controparti israeliane dopo l'accelerazione sugli insediamenti in Cisgiordania

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La Germania ha deciso di cancellare un incontro con le autorità israeliane che avrebbe dovuto avere luogo a maggio, a causa del disappunto di Berlino riguardo le attività d’insediamento nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania.

Un portavoce tedesco ha reso noto che i due governi hanno stabilito di “rimandare” l’incontro al prossimo anno a causa di un’agenda troppo fitta di appuntamenti dovuta al turno della Germania alla presidenza del G20. Un rappresentante israeliano ha confermato che la sessione è stata cancellata a causa di problemi organizzativi sul lato berlinese.

Ma alcuni funzionari tedeschi hanno riferito, in condizioni d’anonimato, che la ragione reale potrebbe essere la distanza abissale che si è venuta a creare tra i due paesi circa la pace in Medio Oriente, tale da rendere l’incontro privo di significato. “I nostri rapporti si sono ridotti considerevolmente. Abbiamo praticamente rinunciato alle speranze di fare progressi nell’ambiente attuale”, ha dichiarato uno di loro riferendosi al governo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu.

Dalla fine della Seconda guerra mondiale, tutti i governi tedeschi hanno tenuto a mantenere relazioni forti con Israele, in parte per fare ammenda dopo la tragedia dell’olocausto nazista. Ma le relazioni tra Berlino e Tel Aviv si sono andate deteriorando perché la Germania dubita della serietà dell’impegno di Netanyahu verso la soluzione dei due stati al conflitto israelo-palestinese.

Dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio, il governo israeliano ha autorizzato la costruzione di oltre 6.000 abitazioni per i coloni ebrei negli insediamenti nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania e Gerusalemme est, forte delle manifestazioni di amicizia arrivate dalla nuova amministrazione americana.

La gran parte della comunità internazionale ritiene che gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati siano illegali e che rappresentino un grave ostacolo al processo di pace, poiché frammentano l’area destinata a un futuro stato della Palestina.

Particolarmente spinosa la questione di Gerusalemme che Israele considera la sua capitale eterna. Gran parte della comunità internazionale riconosce Tel Aviv come capitale dello stato ebraico, mentre per i palestinesi Gerusalemme est sarà la capitale del futuro stato della Palestina. 

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