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Raid contro i leader dell’Isis in Iraq, 13 capi uccisi

Le forze armate irachene ritenevano che nell'edificio attaccato potesse esserci anche il califfo al-Baghdadi, ma il suo nome non è nell'elenco delle vittime

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Le forze aeree irachene hanno condotto sabato 11 febbraio un raid aereo per colpire i vertici dell’Isis in una costruzione a Qaim, dove si riteneva che potesse essere anche il leader del sedicente Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi.

Sono stati uccisi 13 leader, ma il nome del califfo non risulta nell’elenco delle vittime pubblicato lunedì 13 febbraio dall’esercito iracheni.

Almeno 64 combattenti di grado inferiore sono stati uccisi in una serie di attacchi contro tre obiettivi nella parte occidentale del paese, secondo quanto riportato nella dichiarazione.

Secondo l’esercito, al-Baghdadi si è spostato la scorsa settimana dalla città siriana di Raqqa a quella di Qaim, oltre il confine iracheno. Le forze militari ritenevano che avrebbe incontrato altri leader per discutere sulla situazione di Mosul e su un possibile successore.

Le forze armate irachene, appoggiate da una coalizione internazionale a guida statunitense, stanno conducendo un’offensiva contro l’Isis a Mosul, ultima grande roccaforte del sedicente Stato Islamico in Iraq.

Il vero nome di Baghdadi è Ibrahim al-Samarrai. Il suo ultimo messaggio pubblico risale a novembre 2016 e più volte è stato riferito che sarebbe rimasto ferito.

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