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Trump più cauto sul trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme

Il presidente americano è tornato anche sulla questione degli insediamenti ebraici nei territori occupati

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna ad avvertire Israele sulle colonie ebraiche nei territori palestinesi occupati. “Non penso che andare avanti con gli insediamenti sia un bene per la pace”, ha detto il neo inquilino della Casa Bianca in un’intervista al quotidiano Israel HaYom.

Trump ha parlato anche della questione del trasferimento della rappresentanza diplomatica statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme: “Ci sto pensando. Sto studiando la questione e vedremo cosa accadrà. Non è una decisione facile. È discussa già da anni. Nessuno ha voluto realizzarla, io ci penso in maniera molto seria”.

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Israele considera la città di Gerusalemme (compresa la parte est) come capitale eterna e indivisibile dello stato ebraico. La parte orientale di Gerusalemme è stata occupata dallo Stato di Israele nel 1967, e nel 1980 il parlamento israeliano approvò la cosiddetta “legge fondamentale” che proclamava unilateralmente “Gerusalemme, unita e indivisa capitale di Israele”.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 478 definì quella decisione nulla e priva di validità, considerandola una violazione del diritto internazionale e un ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente. La questione degli insediamenti nella città sacra delle tre religioni monoteistiche, è particolarmente sensibile anche per i palestinesi, secondo i quali Gerusalemme est dovrà essere la capitale del futuro stato della Palestina.

Il presidente Trump ha sottolineato di desiderare la pace in Medio Oriente e non solo tra israeliani e palestinesi, ma ha aggiunto che non intende condannare lo stato ebraico, “ha già passato abbastanza. Comprendo Israele molto bene e l’apprezzo molto”.

Lunedì 13 febbraio il primo ministro israeliano sarà a Washington il primo incontro con la nuova amministrazione americana. Di lui il presidente ha detto: “È una brava persona e l’ho sempre avuto in simpatia”.

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