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Il Regno Unito chiude la porta ai bambini rifugiati disabili

Il governo britannico ha chiesto all'agenzia Onu per i rifugiati di sospendere il programma di accoglienza dei minori con disabilità perché non in grado di accoglierli

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Il governo britannico ha deciso di non accogliere più i bambini rifugiati disabili in fuga dal conflitto in Siria e da altri paesi perché non è in grado di far fronte ai loro bisogni. È quanto riporta il quotidiano The Independent.

Contemporaneamente, Downing Street ha anche chiuso il cosiddetto programma Dubs per l’accoglienza sul suolo britannico dei minori non accompagnati approdati in Europa perché, ha sostenuto la ministra dell’Interno Amber Rudd, incentiva i bambini ad affrontare il viaggio alla volta del continente europeo.

L’arcivescovo di Canterbury si è detto scioccato e rattristato da tale decisione arrivando ad associare negativamente il governo britannico all’amministrazione Trump.

Il programma di ricollocamento di bambini vulnerabili avrebbe dovuto consentire il trasferimento di tremila bambini, e delle loro famiglie, provenienti da paesi tra cui Siria, Libia, Yemen e Iraq. L’agenzia Onu per i rifugiati ha fatto però sapere che l’Home office britannico ha richiesto una temporanea sospensione delle domande inoltrate da persone con problemi di mobilità e difficoltà d’apprendimento perché non dispone di adeguate capacità di ricezione. Stando a quanto rivelato dall’Independent, questo stop è in vigore almeno dall’inizio di gennaio e non è chiaro quando terminerà.

Le reazioni sono state dure. La ministra ombra dell’Interno Diane Abbott ha detto che con l’esclusione dei bambini disabili il governo ha nuovamente toccato il fondo. “Sbattere la porta in faccia ai bambini più vulnerabili è un affronto ai valori britannici: è una decisione indifendibile”, ha dichiarato Shantha Barriga, direttrice del dipartimento per i diritti dei disabili di Human Rights Watch ha dichiarato.

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