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Uccisi in Siria due comandanti dell’Isis e l’ex alleato di Bin Laden

A Deir ez-Zor le forze di Damasco avanzano sul sedicente Stato islamico. Il Pentagono conferma la morte dell'addestratore di Al Qaeda durante i raid Usa

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In Siria due comandanti dell’Isis, di cui uno libico, sono stati uccisi il 9 febbraio nel corso di alcuni raid aerei condotti dalle forze militari di Damasco nella città di Deir ez-Zor, nell’est del Paese. A riferirlo è stato il generale siriano Osam Zahralddeen in un comunicato riportato dall’agenzia iraniana Fars.

Secondo quanto riferito dall’alto ufficiale, almeno 15 componenti del sedicente Stato islamico sono stati uccisi nell’attacco aereo, tra di loro anche il comandante di campo Abu Mohammad al-Adnani e il comandante libico Abu Walid Terablosi. Zahralddeen ha inoltre dichiarato che l’esercito siriano nell’ultima settimana ha lanciato nuovi attacchi sulle linee di difesa dell’Isis nella periferia Sud di Deir ez-Zor, riuscendo ad avanzare di tre chilometri nel territorio occupato dai miliziani islamici.

Il Pentagono, intanto, ha confermato l’uccisione in Siria di un ex alleato di Bin Laden, Abu Hani al-Masri, che tra gli anni Ottanta e Novanta aveva organizzato i campi di addestramento di al-Qaeda in Afghanistan. Al-Masri sarebbe morto insieme ad altri dieci membri dell’organizzazione terroristica in due raid aerei statunitensi, il 3 e il 4 febbraio. Secondo l’intelligence americana, l’uomo era anche legato a Ayman al-Zawahiri, che diventò leader di al-Qaeda quando Bin Laden venne ucciso dai soldati statunitensi nel 2011.

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