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Tra concorrenza e diritto d’autore nel mercato unico digitale europeo

In Italia una compagnia sfida la Siae sul diritto d'autore, ma non è tutto oro ciò che luccica. Il commento di Olimpia Troili

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La nuova era digitale ci obbliga a una modernizzazione delle norme sui diritti d’autore. In questo quadro l’Unione europea, all’interno della grande strategia volta a creare un mercato unico digitale, si muove su tre fronti: migliorare la possibilità di scelta e l’accesso ai contenuti online di pari passo alle norme sul diritto d’autore per la ricerca, l’istruzione e l’inclusione dei disabili e la creazione di un mercato più equo e sostenibile per i creatori e la stampa.

Tali questioni, che potrebbero sembrare annose per alcuni, ci riguardano tutti in quanto fruitori di contenuti online. La nostra generazione è permeata da una cultura digitale della quale non possiamo fare a meno. Basti pensare a come cambierebbero le nostre vite se non potessimo più utilizzare piattaforme online per scaricare musica, video, film e notizie.

Ecco che il tema dei diritti d’autore diventa fondamentale. Se da una parte vi è l’esigenza di rendere i contenuti sempre più accessibili, dall’altra si capisce che i creatori debbono essere adeguatamente tutelati nei loro diritti, pena l’impossibilità di continuare a produrre e il depotenziamento di tutte le filiere culturali che necessitano di adeguate risorse per vivere.

Aprire alla concorrenza in materia di diritti d’autore può essere certamente utile ma occorre tenere conto della specificità e della delicatezza della produzione culturale e tutto ciò che essa sottende. Da qualche tempo in Italia a sfidare il monopolio della Siae si è affacciata la piccola realtà Soundreef Ltd, in quella che a colpo d’occhio potrebbe sembrare una piccola battaglia fra Davide e Golia.

Se inizialmente si potrebbe simpatizzare per il coraggioso tentativo della realtà anglosassone, approfondendo non ci vuole molto a capire che non è tutto oro ciò che luccica.

A questo proposito una segnalazione pubblicata il 7 febbraio 2017 sul quotidiano La Notizia, firmata da un ragazzo che studia e vive a Londra e vorrebbe occuparsi di musica e diritto d’autore, ha segnalato una serie di incongruenze e criticità sulla Soundreef Ltd non solo dal punto di vista della solidità, che secondo il D&B European Report datato maggio 2016 sarebbe inferiore alla media con un rating di 3 su 4, ma anche sulle pratiche fiscali che questa società mette in atto*.

Tra le anomalie segnalate c’è anche l’ipotesi, non confermata, che gli esercizi commerciali che pagano i diritti a Soundreef Ltd verserebbero l’Iva secondo le aliquote inglesi, nonostante l’attività della società si svolga principalmente in Italia.

Dal punto di vista dei creatori poi c’è il rischio di innescare un caos senza precedenti. I diritti di una canzone, ad esempio, sono suddivisi tra più soggetti: dall’autore al compositore passando per la casa di produzione. Se un soggetto passa da Siae e Soundreef Ltd, senza portarsi dietro tutta la squadra, quel diritto frazionato rischia di inceppare la macchina dei contributi.

Sarà forse anche per questo che Soundreef Ltd nel 2016 ha effettuato solo due pagamenti per un totale di 300 sterline. Di sicuro sarà il tempo a dare maggiori certezze, ma per ora l’attacco sembra ancora un po’ stonato.

Gli indirizzi che l’Europa sta dando sembrano andare nella direzione giusta ma per aprire alla concorrenza non bisogna certo diminuire la qualità dei servizi e soprattutto rischiare di frammentare ulteriormente il mercato.

Quello che occorre fare è tutto il contrario: rendere il mercato unico digitale europeo l’ambiente più favorevole a sostenere la nostra economia di domani che è già oggi.

NB: Una versione precedente di questo articolo non riportava il seguente commento di Soundreef LTD:

*La Soundreef LTD è controllata al 100% dalla Soundreef SPA, come è facilmente rilevabile da una visura aggiornata della società. I bilanci della Soundreef SPA e della Soundreef LTD sono regolarmente revisionati dalla società di revisione Ernst & Young e non presentano alcuna criticità. Con riferimento al rischio di fallimento, facciamo presente che la Soundreef LTD non presenta al momento alcuna posizione debitoria verso banche o altri istituti di credito ne creditori finanziari diversi, e come tale non è soggetta ad alcun rischio di fallimento o insolvenza; essa è inoltre fortemente patrimonializzata dalla capogruppo. Né tanto meno i nostri comportamenti possono definirsi elusivi delle imposte.

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