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La palestra di kung fu per ragazze che sfida i pregiudizi in Afghanistan

A Kabul c'è una scuola di arti marziali frequentata da giovani donne che cercano in questo modo di imparare l'autodifesa e andare oltre gli stereotipi del proprio genere

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Su una montagna innevata a ovest di Kabul, un gruppo di ragazze afgane si esercita nei movimenti del Wushu, uno sport sviluppato a partire dal kung fu cinese che prevede anche l’uso di spade.

In un paese come l’Afghanistan dove lo sport femminile è fortemente limitato, il club Shaolin Wushu, situato in un’area di Kabul che ospita la comunità etnica Hazara della capitale, è una rara eccezione.

Viste le condizioni notoriamente difficili per le donne nel paese, e le ragazze del club affrontano regolarmente situazioni spiacevoli per la loro attività in aggiunta ai normali pericoli della vita a Kabul: “La sfida più grande che dobbiamo affrontare è la poca sicurezza”, dice la diciottenne Zahra Timori, “La maggior parte delle volte non si può andare al club per questo motivo”.

Sima Azimi, la ventenne che conduce gli esercizi con le sue compagne, ha dichiarato a Reuters che il Wushu insegna l’autodifesa, ma è anche qualcosa di più, “efficace per il corpo e per l’anima”.

Azimi ha imparato lo sport in Iran, dove ha vinto una medaglia d’oro e una di bronzo, e da circa un anno, incoraggiata dal padre, con il quale si allena presso la palestra del club, insegna a un gruppo di altre giovani donne.

“Lavoro con le ragazze afghane per rafforzare le loro capacità e mi piace vederle migliorare nello stesso modo in cui altre ragazze sono migliorate in tutto il mondo. La mia ambizione è quella di vedere le mie allieve prendere parte a competizioni internazionali e vincere medaglie per il loro paese”.

Nella gallery, le immagini degli allenamenti del club Shaolin Wushu.