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Il MoMA ha installato per protesta opere di artisti di paesi colpiti dal Muslim Ban

Il Museo d'Arte Moderna di New York ha sostituito alcune opere di maestri come Picasso e Boccioni con lavori di artisti di paesi coinvolti dal divieto proclamato da Trump

Immagine di copertina

Il Museum of Modern Art di New York, meglio noto con l’acronimo MoMA, ha recentemente messo una atto una protesta piuttosto originale contro il divieto d’ingresso negli Stati Uniti per alcune nazioni a maggioranza musulmana stabilito dall’amministrazione Trump pochi giorni fa.

Il museo, che per ironia della sorte si trova soli due isolati dalla Trump Tower al centro di Manhattan, ha infatti esposto, senza che fosse pianificato, alcune opere di artisti provenienti dai paesi colpiti dal cosiddetto Muslim Ban, mettendole fianco a fianco dei più grandi capolavori dell’arte moderna.

Le aggiunte sono state fatte nella notte del 2 febbraio, quando sette opere che includono lavori del pittore sudanese Ibrahim el-Salahi, dell’architetta d’origine irachena Zaha Hadid e della videoartista iraniana Tala Madani sono state installate al quinto piano del museo e una scultura dall’artista iraniana Siah Armajani è stata collocata nella sala d’ingresso. 

Come se il gesto non bastasse, i curatori del museo si sono premurati di chiarire ulteriormente la loro posizione nel testo posto accanto a ogni opera:

“Quest’opera è di un artista proveniente da una nazione ai cui cittadini è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti secondo un ordine esecutivo presidenziale emesso il 27 gennaio 2017. Questa è una di diverse opere d’arte della collezione del Museo installate per affermare gli ideali di accoglienza e di libertà che sono di vitale importanza per questo museo come lo sono per gli Stati Uniti”.

Per fare spazio alle nuove opere, il MoMA ha momentaneamente rimosso opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Francis Picabia, Oskar Kokoschka, James Ensor e Umberto Boccioni.