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Trump, gli insediamenti israeliani nei territori occupati potrebbero non aiutare la pace

Un comunicato della Casa Bianca ammorbidisce la posizione di Washington sulla questione palestinese e fa infuriare l'estrema destra israeliana

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sapere attraverso un comunicato della Casa Bianca che la costruzione di nuovi insediamenti israeliani o l’espansione di quelli esistenti nei territori palestinesi occupati “potrebbe non essere d’aiuto” per ottenere la pace. Trump sembra aver edulcorato la posizione di Washington, orientata verso un sostegno assoluto a Tel Aviv.

“Per quanto non riteniamo che l’esistenza degli insediamenti sia un impedimento alla pace, la costruzione di nuove colonie o l’espansione di quelle esistenti al di là degli attuali confini potrebbe non essere d’aiuto per ottenerla”, si legge nella dichiarazione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarà in visita a Washington tra due settimane per il primo incontro con il presidente Trump. L’estrema destra israeliana, ben rappresentata all’interno dell’esecutivo guidato da Netanyahu, non ha gradito il cambio di tono della Casa Bianca, dopo aver sperato che l’amministrazione Trump avrebbe consentito a Israele di espandere rapidamente gli insediamenti nei territori palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme est, occupati nella guerra arabo-israeliana del 1967.

Nel corso delle prime due settimane dall’insediamento del magnate newyorchese, il governo israeliano ha autorizzato la costruzione di oltre seimila nuove abitazioni per i coloni ebrei.

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