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La protesta contro Trump che ha unito una bambina musulmana e un bambino ebreo

Lo scatto, realizzato da un giornalista del Chicago Tribune, ha fatto il giro del web per il messaggio positivo che esprime

Immagine di copertina

Due padri rispettivamente di fede ebraica e musulmana scambiano alcune parole all’aeroporto internazionale di O’Hare, a Chicago, mentre stringono fra le mani cartelli di protesta contro il decreto firmato da Trump il venerdì 27 gennaio.

I due tengono a cavalcioni i loro figli: Adin di sette anni e Meryem di nove. Lui indossa la kippah e lei l’hijab. Sembra una scena qualsiasi che ritrae due amici che s’incontrano, si salutano e chiacchierano. Ma non è così.

L’uomo di religione ebraica è Jordan Bendat-Appell, rabbino di Deerfield nell’Illinois, mentre l’uomo di fede islamica è Fatih Yldirim, che vive con la famiglia nel sobborgo cittadino di Schaumburg, a nord ovest di Chicago.

I due uomini non si sono mai visti né conosciuti prima, ma nel giro di poche ore sono diventati noti grazie alla foto che li ritrae insieme. L’autore dello scatto è un fotografo locale del Chicago Tribune, Nuccio DiNuzzo, impegnato nei giorni scorsi a raccontare la situazione di caos e confusione creatasi in diversi aeroporti del paese dopo il decreto di Trump. 

La notte di lunedì 30 gennaio DiNuzzo era stato inviato dal suo giornale sul campo per raccontare cosa stesse accadendo nello scalo di Chicago. “Erano le tre del mattino e a quell’ora c’erano solo una trentina di manifestanti e avvocati nel terminal degli arrivi internazionali”, ha raccontato il fotografo del Chicago Tribune. “Ho iniziato a scattare una serie di foto, quando la mia attenzione è stata catturata da quella scena”.

“Ho visto due bambini che stringevano fra le mani dei cartelli”, ha spiegato ancora DiNuzzo. “Una di loro indossava l’hijab e l’altro la kippah. Ho sempre un occhio attento quando si tratta di bambini protagonisti di questo tipo di proteste. Così li ho immortalati”. 

Una volta terminato il turno, DiNuzzo è corso alla redazione del giornale per mostrare i suoi scatti agli editori, ma era troppo tardi per poterli pubblicare sulla carta stampata. Così ha deciso di metterli sul sito web del Tribune e anche su Twitter. In pochi istanti, la foto è diventata virale e ha scatenato numerosi commenti positivi. 

Molti utenti hanno lodato l’universalità del messaggio contenuto in quello scatto. Lo stesso DiNuzzo ha postato la foto su Twitter con la seguente didascalia: “Senza titolo”. 

“Penso che quest’immagine parli da sola”, ha commentato il fotografo. “Questo scatto contiene un messaggio universale e colpisce le persone emotivamente. Questo è lo scopo della fotografia. Arrivare dritti al cuore”. La foto che ritrae la bambina musulmana e il ragazzino ebreo ha raggiunto oltre 11mila condivisioni. 

I due uomini protagonisti, inconsapevoli di uno scatto da migliaia di visualizzazioni, hanno raccontato all’Huffington Post Usa di essere diventati amici.

Il rabbino ha raccontato della “bella conversazione” nata con Fatih Yldirim, a tal punto da aver invitato quest’ultimo e la sua famiglia a cena nel giorno di Shabbat, considerato il giorno di riposo nella religione ebraica. 

“Spero che quando la gente vedrà questa foto capirà che siamo tutti esseri umani e che spesso le differenze possano venire meno”, ha auspicato il rabbino Bendat-Appell. “Possiamo scegliere di essere amorevoli e gentili, anche se spesso siamo animati da sentimenti di paura e diffidenza. Siamo felici se questa foto possa portare un po’ d’amore e luce in questo mondo”.

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