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James Cameron ha svelato se DiCaprio poteva salvarsi in Titanic

Il regista, che nel 1997 sbancò i botteghini con la tragica storia d'amore tra Jack e Rose, ha affrontato nuovamente la questione della zattera in una recente intervista

Immagine di copertina

A partire dal 1997, anno d’uscita nelle sale di Titanic, kolossal campione d’incassi di James Cameron, sono moltissimi gli spettatori che dopo aver assistito al finale del film sono stati assaliti da una specifica curiosità: era necessario che il personaggio di Leonardo DiCaprio morisse?

Negli ultimi minuti del film, infatti, una volta raggiunta una porta di legno finita in mare, il personaggio di Jack ( Leonardo DiCaprio) faceva mettere in salvo la sua amata sopra di essa, rinunciando eroicamente ad approfittarne lui stesso per mancanza di spazio, e finendo così per morire di ipotermia.

Il dibattito sull’effettiva assenza di spazio sulla zattera improvvisata è da allora diventato parte integrante della cultura pop contemporanea, con tanto di simulazioni grafiche delle effettive dimensioni della porta e programmi televisivi come Mythbusters dedicati alla risoluzione del mistero.

In particolare, nel programma televisivo appena citato, si dimostrava come si potessero legare i salvagenti sotto alla zattera per far sì che ne aumentasse le proprietà galleggianti, e i risultati in quell’occasione erano stati anche presentati al regista del film, James Cameron, che aveva commentato semplicemente: “La sceneggiatura dice che Jack muore, quindi Jack DOVEVA morire, è così che deve finire! Magari potevamo fare la zattera un po’ più piccola, ma il nostro amico sarebbe comunque colato a picco!”.

Nel febbraio 2016 anche la coprotagonista Kate Winslet, ospite del conduttore di talk show Jimmy Kimmel e interrogata sull’argomento, aveva dato il suo parere confermando i sospetti degli spettatori, dichiarando: “Sono d’accordo: ci sarebbe entrato anche lui su quella porta!”.

Negli ultimi giorni, a distanza di vent’anni dall’uscita del film, anche il regista James Cameron è stato di nuovo interrogato sull’argomento in un’intervista del Daily Beast, ma a differenza dell’attrice ha mantenuto salda la difesa della sua scelta di sceneggiatura.

Ecco cos’ha detto:

“È molto, molto semplice: se si legge la pagina 147 della sceneggiatura, questa dice: ‘Jack scende dalla tavola e offre a Rose il suo posto in modo che possa sopravvivere’. Non è difficile. Poi si possono fare tutte le analisi a posteriori del mondo. Per esempio l’episodio di Mythbusters dove in qualche modo smontano il mito, no?

Ok, parliamone: sei Jack, sei in acqua è la temperatura è a -2°, il cervello sta cominciando ad andare in ipotermia. Mythbusters gli consigliava di togliersi il salvagente, farlo togliere anche a lei, nuotare sotto la zattera e legarli in modo che non sgusciassero via due minuti dopo, il che gli avrebbe preso cinque-dieci minuti, quindi per quando fosse tornato in superficie sarebbe stato già morto.

Non avrebbe funzionato. La cosa migliore che poteva fare era tenere la parte superiore del corpo fuori dall’acqua e sperare di essere tirato fuori da una scialuppa o simili prima di morire. Quelli di Mythbusters sono ragazzi divertenti e mi è piaciuto fare quell’episodio con loro, ma sono dei veri cazzari”.

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