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L’autoproclamato re dei Rom si è offerto di costruire il muro con il Messico

Dorin Cioaba ha dichiarato di voler inviare una lettera al presidente Trump offrendogli la sua collaborazione e avanzando un'offerta vantaggiosa

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L’autoproclamato re dei Rom, Dorin Cioaba, ha annunciato di voler inviare ben presto una lettera al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per congratularsi con lui per la nomina e suggerendo all’inquilino della Casa Bianca di prendere in considerazione un’offerta vantaggiosa: saranno le comunità di rom che vivono negli Stati Uniti a costruire il contestato muro al confine con il Messico. 

A riferire delle intenzioni del diplomatico rumeno è stata l’agenzia in lingua rumena Mediafax che ha diffuso la notizia martedì 31 gennaio 2017. “Ho pensato di fargli un’offerta. Sappiamo che il presidente americano è molto determinato nelle sue decisioni e che costruirà quel muro. Noi siamo 18 milioni in tutto il mondo e alcune migliaia vivono proprio in America. Potremmo costruire noi quel muro ad un prezzo molto vantaggioso”, ha dichiarato Cioaba. 

Un cambio di rotta repentino per Cioaba che aveva inizialmente esortato i rom degli Stati Uniti a votare per Hillary Clinton. “Ho osservato con grande interesse la cerimonia d’inaugurazione del nuovo presidente statunitense, e anche se avevamo inviato un messaggio alla comunità Rom invitandola a votare per l’avversaria democratica”, ha precisato il sedicente re dei Rom. 

Cioaba ha inoltre espresso la convinzione che i rom siano in grado di realizzare un muro di qualità grazie alla loro capacità innata di essere dei buoni artigiani del ferro e del cemento. 

L’autoproclamato re dei Rom non ha ancora inviato la lettera alla Casa Bianca, ma ha precisato che nel momento in cui lo farà allegherà anche dei disegni e degli schizzi del muro. 

Immediata la reazione dell’ambasciatore americano in Romania Hans Klemm, che durante una conferenza stampa a Galati si è espresso sull’idea di Cioaba: “Non posso commentare. Posso però dedurre dalle precedenti dichiarazioni che il presidente Trump preferirebbe che a costruire il muro fossero gli americani”, ha detto il diplomatico.