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Una persona si è consegnata alle autorità per l’attacco in una moschea in Quebec

Due persone sono state fermate dopo la sparatoria: il primo sulla scena mentre il secondo ha atteso le autorità nella sua auto dopo aver chiamato per confessare

Immagine di copertina

Durante una conferenza stampa tenuta lunedì 30 gennaio 2017, la polizia canadese ha diffuso alcuni dettagli sull’arresto di due persone in relazione alla sparatoria della notte precedente in una moschea di Quebec City, nel Canada francofono.

Uno dei due sospetti ha telefonato alla polizia un’ora dopo gli eventi dichiarando di essere armato e comunicando la propria posizione al fine di consegnarsi.

L’altro sospetto era stato fermato sulla scena, mentre il secondo ha atteso nella sua auto ferma su un ponte che porta all’isola di Orleans l’arrivo delle autorità ed è stato a sua volta arrestato.

La polizia ha riferito che non ci sono altri sospetti e che solo uno dei due è l’aggressore – responsabile della morte di sei persone e del ferimento di altri 17, di cui quattro in modo grave – mentre l’altro è un semplice testimone. I due sono Alexandre Bissonnette, uno studente universitario, e Mohamed el-Khadir.

(Qui sotto Alexandre Bissonnette, il presunto autore della strage compiuta domenica notte in una moschea in Quebec. L’articolo prosegue sotto l’immagine)

All’interno della moschea colpita durante la preghiera della sera c’erano una cinquantina di fedeli.

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha detto che si è trattato di un attacco terroristico contro la comunità musulmana “in un luogo di fede e rifugio”.  Ieri il premier aveva reagito al bando per i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana e per i rifugiati stabilito dal presidente degli Stato Uniti Donald Trump, dicendo che il Canada avrebbe accolto i profughi.

Non è ancora chiaro il movente dell’aggressione, ma il luogo era stato già al centro di un fatto di cronaca a giugno 2016, quando, durante il mese del Ramadan, una testa di maiale era stata lasciata di fronte alla moschea con la scritta “Buon appetito”. 

Qualche settimana dopo, una lettera contro i musulmani era stata diffusa nel vicinato.

(Qui sotto la testa di maiale lasciata sulla soglia della moschea durante il Ramadan)

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