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Cosa è successo il 26 gennaio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: non si cercano più dispersi tra le macerie dell’hotel Rigopiano, travolto da una valanga dopo le tre forti scosse di terremoto del 18 gennaio. Gli ultimi corpi sono stati recuperati nella tarda serata del 25 gennaio e il bilancio finale delle vittime è di 29, di cui quindici uomini e quattordici donne. Quando la struttura è stata travolta dalla neve, al suo interno c’erano 40 persone. Undici i sopravvissuti, tra questi i quattro bambini che erano tra gli ospiti dell’albergo.  

– Siria: l’Isis ha lanciato un attacco contro le forze governative nel nord della Siria con l’obiettivo di interrompere i collegamenti tra Hama e Aleppo, giovedì 26 gennaio 2017. Non è chiaro se i jihadisti abbiano o meno ottenuto il controllo di Khanaser, sottraendola all’esercito siriano. A questo link tutti gli ultimi aggiornamenti dalla Siria. 

– Messico: il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha annullato il viaggio previsto per la prossima settimana a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il rifiuto arriva un giorno dopo che il nuovo presidente degli Stati Uniti ha presentato il suo piano per la costruzione di un muro lungo il confine Messico-Stati Uniti, per frenare l’immigrazione. Qualche ora fa il presidente messicano Enrique Pena Nieto aveva detto in un messaggio alla nazione che non ha intenzione di finanziarne la costruzione. 

– Italia: ieri, 25 gennaio 2017 la Corte Costituzionale italiana ha giudicato incostituzionali alcuni parti dell’Italicum, la legge elettorale in vigore per la camera promossa dal governo Renzi e approvata nel 2015. Attraverso la correzione di queste parti giudicate non conformi alla Costituzione, la Corte ha di fatto creato una nuova legge elettorale, basata sull’Italicum e a essa simile, ma con alcune differenze sostanziali. Ecco come funziona. 

– Grecia: la Corte suprema greca ha deciso che gli otto soldati turchi che si sono rifugiati in Grecia dopo il fallito tentativo di colpo di stato del 15 luglio 2016 non saranno estradati in Turchia. Il verdetto è stato emesso giovedì 26 gennaio 2017. Gli otto uomini erano atterrati a bordo di un elicottero militare nel nord della Grecia il 16 luglio 2016 e avevano invocato l’asilo politico. Ankara ne aveva chiesto l’estradizione per poterli processare.

– Paesi Bassi: il governo olandese insieme ad altri stati, hanno intenzione di istituire un fondo internazionale per rispondere alle nuove regole volute da Donald Trump, che tagliano 600 milioni di finanziamenti governativi alle Ong che si occupano di aborto sicuro. Lo ha annunciato la ministra olandese dello Sviluppo, Lilianne Ploumen. 

– Stati Uniti: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella prima intervista televisiva dopo il suo insediamento alla Casa Bianca ha detto di ritenere che la tecnica di tortura chiamata waterboarding sia utile, dichiarando che “dobbiamo combattere il fuoco con il fuoco”. Il waterboarding consiste nella simulazione di un annegamento durante un interrogatorio. È considerato una tecnica di tortura ed è stato vietato da Barack Obama nel 2009. 

– Stati Uniti: molte star americane non hanno fatto mistero della propria avversione per Donal Trump sia durante la lunga e controversa campagna elettorale che dopo l’elezione. Tra questi anche l’attore Shia LaBeouf, che è stato arrestato alle prime ore di giovedì 26 gennaio 2017 in seguito a un alterco con un altro uomo fuori dal museo di New York City. 

– Israele: lo stato ebraico è pronto ad accogliere 100 orfani siriani, secondo il quotidiano israeliano Haaretz. L’emittente Channel 10 riporta che il ministro dell’Interno Arye Dery ha autorizzato un programma per assegnare ai bambini siriani il permesso di soggiorno temporaneo e conferire loro ogni diritto, ma non un passaporto israeliano. Inoltre, Israele sarebbe disposto a trasformare il permesso temporaneo in uno permanente dopo quattro anni, consentendo così ai bambini di risiedere in Israele per sempre, se così vorranno. 

– Gambia: il nuovo presidente del Gambia Adama Barrow, dopo giorni di tensioni e incertezze, è tornato in patria per assumere il potere. Il candidato vincente delle elezioni del 1 dicembre 2016 era stato costretto a cercare rifugio nel vicino Senegal, dal momento che l’ex presidente, al potere da 22 anni, Yahya Jammeh, aveva rifiutato di ammettere la sconfitta e aveva promesso di non dimettersi fino a nuove elezioni. 

– Germania: la polizia tedesca ha compiuto un’operazione volta a smantellare un gruppo estremista accusato di pianificare attacchi terroristici, come riporta Deutsche Welle. Non si tratta di una cellula jihadista, bensì del gruppo di estrema destra Reichsbuerger che è sospettato di voler compiere attentati contro la polizia, i richiedenti asilo e gli ebrei. Come il nome suggerisce, i cittadini del Reich sono un gruppo di nostalgici della Germania nazista anti semiti e nazionalisti. 

– Stati Uniti: il professor Ted Malloch, della Henley Business School, è un consigliere di Donald Trump ed è l’uomo che il nuovo presidente degli Stati Uniti pare abbia scelto per rappresentarlo a Bruxelles, come ambasciatore presso l’Unione europea. Eppure non sembra credere nell’Unione europea, o almeno nella sua moneta unica. In un’intervista rilasciata il 25 gennaio 2017 al network britannico Bbc, Malloch si è espresso in modo pessimistico sul futuro dell’euro, dicendo che la moneta “potrebbe crollare” nei prossimi 18 mesi. 

– Australia: il 26 gennaio si celebra l’Australia Day, la giornata nazionale dell’Australia, ma come ogni anno non mancano nelle città del paese le proteste di quanti vorrebbero che la data sia cambiata. Questo giorno è l’anniversario dell’arrivo della cosiddetta First Fleet, la prima flotta di navi che trasportava galeotti britannici sulle terre del continente oceanico, sbarcati nel 1788. Alcuni però non trovano niente da celebrare in questa giornata e hanno ribattezzato l’Australia Day “Invasion Day”, un giorno che segna l’inizio dell’espropriazione delle terre degli aborigeni. 

– Cile: è salito a sei il numero delle vittime nel corso delle operazioni per portare sotto controllo il devastante incendio boschivo che sta devastando il Cile. Il disastro è il peggiore da decenni e si è propagato rapidamente a causa di un’estate particolarmente calda e secca. Il ministro dell’Interno Mario Fernandez ha reso noto che sono stati rinvenuti i corpi di due agenti di polizia nel fiume Maule. La loro morte si aggiunge a quella di quattro pompieri nei giorni scorsi. Diversi focolai hanno colpito complessivamente 238mila ettari di terreno.