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L’orologio scientifico che misura quanto manca all’apocalisse

Il Doomsday Clock è un bollettino annuale che dal 1947 un'associazione di scienziati diffonde per informare sulla gravità della situazione complessiva del pianeta

Immagine di copertina

Se vi dicessero che sono le 23:57 e 30″, probabilmente invitereste il vostro interlocutore a controllare meglio l’orologio, ma secondo una particolare misurazione, è proprio questo l’orario effettivo non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Non si parla infatti di ore e minuti reali, ma di un bollettino scientifico annuale, detto Doomsday Clock (Orologio dell’Apocalisse), che utilizza questa terminologia metaforica per indicare quanto è grave la situazione del pianeta in base a molti fattori diversi.

Secondo questa scala, promossa sin dal 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists, che iniziò a renderla nota in piena Guerra fredda per evidenziare il pericolo nucleare, si considera la mezzanotte come l’ora della fine del mondo, e a seconda di quanti minuti mancano alla fatidica ora, la situazione complessiva del mondo è considerata più o meno grave.

L’Orologio dell’Apocalisse ha offerto il suo ultimo verdetto il 26 gennaio 2017, e le notizie non sono buone: è stato proclamato che ci troviamo a soli due minuti e mezzo dalla mezzanotte, 30 secondi più avanti rispetto all’anno passato, che a sua volta aveva avuto uno dei risultati peggiori di sempre.

Questo il video dell’annuncio:

(L’articolo prosegue in basso)

I motivi? Nel 2016, la comunità internazionale non è riuscita a fare i conti con le minacce più urgenti dell’umanità: le armi nucleari e il cambiamento climatico, e, a detta degli scienziati promotori, l’elezione del presidente Trump ha inferto un altro duro colpo a questa situazione, a causa del suo apparente disinteresse per questi temi.

Mai prima d’ora il bollettino aveva deciso di far avanzare l’orologio a causa delle dichiarazioni di una sola persona, e la situazione sembra tanto più grave se si pensa che questo “orario” è il più vicino alla mezzanotte dal 1959, quando l’Orologio era a due minuti a mezzanotte, dopo che gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica avevano testato le loro prime armi termonucleari.

Oltre al cambiamento climatico, altri fattori che hanno indotto il comitato scientifico a far avanzare il Doomsday Clock sono lo sviluppo di armi nucleari da parte della Corea del Nord; l’implementazione del proprio arsenale dei stati come Russia, Stati Uniti, Cina e India; i dubbi sul futuro dell’accordo sul nucleare dell’Iran; il deterioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, che possiedono oltre il 90 per cento delle armi nucleari del mondo.

Questo uno schema dell’andamento dell’Orologio dell’Apocalisse nel corso degli anni dalla sua creazione nel 1947 all’anno scorso, e in basso un video della ABC che ripercorre alcuni degli annunci sugli orari dati negli anni:

(Credit: Fastfission)