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Il Cile centrale in fiamme

Mentre 2.380 chilometri quadrati sono colpiti da diversi focolai, le autorità locali hanno chiesto aiuto ai paesi vicini. Le vittime sono almeno sei

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È salito a sei il numero delle vittime nel corso delle operazioni per portare sotto controllo il devastante incendio boschivo che sta devastando il Cile. Il disastro è il peggiore da decenni e si è propagato rapidamente a causa di un’estate particolarmente calda e secca.

Il ministro dell’Interno Mario Fernandez ha reso noto che sono stati rinvenuti i corpi di due agenti di polizia nel fiume Maule. La loro morte si aggiunge a quella di quattro pompieri nei giorni scorsi.

Diversi focolai hanno colpito complessivamente 238mila ettari (2.380 chilometri quadrati, più o meno la superficie del Lussemburgo) nelle regioni centrali, scarsamente popolate, di O’Higgins e El Maule, a sud della capitale Santiago. 

Le autorità cilene hanno dichiarato lo stato di emergenza nell’area e oltre quattromila persone sono state evacuate dalle loro case.

Il Cile ha fatto appello agli altri paesi del continente americano affinché forniscano aerei ed elicotteri per combattere le fiamme. Dagli Stati Uniti è arrivato in prestito un enorme canadair: un Boeing 747 con la capacità di trasportare circa 22 volte il carico di acqua di un normale aereo antincendio.

La presidente Michelle Bachelet ha chiesto aiuto anche al presidente francese Francois Hollande, in visita a Santiago.

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