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Qual è il legame tra immigrazione e voto xenofobo in Italia?

L’analisi dei dati mostra che all'aumento dell’1 per cento di nuovi immigrati nel nord Italia è corrisposto un aumento di voti di oltre il 2 per cento per la Lega Nord

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Se ne sente parlare spesso, al punto che è quasi opinione diffusa: se un paese ha troppi immigrati, è probabile che a beneficiarne di più saranno proprio i movimenti politici che osteggiano l’immigrazione.

Ma la scienza, compresa quella politica, non può basarsi su qualcosa che non sia stato dimostrato dai fatti, col risultato che si dibatte da anni circa la veridicità di questa ipotesi. Gli studiosi si dividono tra chi ritiene che non sia stato ancora dimostrato chiaramente e chi invece sostiene che probabilmente non ne sappiamo ancora abbastanza.

Una nuova ricerca della University of Sydney potrebbe mettere un punto fermo sul rapporto tra immigrazione regolare e voto anti-immigrazione.

Lo studio, dal titolo “The electoral payoff of immigration flows for anti-immigration parties: the case of Italy’s Lega Nord”, a firma di Gabriele Abbondanza e di Francesco Bailo, è stato pubblicato da European Political Science, rivista scientifica dello European Consortium for Political Research.

Dopo aver identificato la Lega Nord come principale partito xenofobo italiano, attraverso l’analisi di 17 anni di sondaggi effettuati dall’Italian National Election Studies (ItaNES), sono state effettuate due ampie analisi parallele.

Queste ultime, una a livello regionale ed una a livello provinciale, entrambe focalizzate sul Nord Italia, hanno elaborato 23 anni di dati combinati provenienti da Istat e ministero dell’Interno. 

Ogni singola analisi, effettuata con l’ausilio di specifici software statistici, ha tenuto in considerazione i fattori che potrebbero aver contribuito al successo elettorale della Lega Nord, includendo, dunque, i più probabili fattori esterni con una metodica chiamata “modello di regressione ad effetti fissi per dati panel”.

I risultati sono chiari: nei 23 anni esaminati, ad un aumento dell’1 per cento di nuovi immigrati nel Nord Italia è corrisposto un aumento di voti di oltre il 2 per cento per il principale partito anti-immigrazione del paese.

L’analisi a livello provinciale, inoltre, ha mostrato che l’aumento del voto xenofobo  è strettamente connesso con un numero sempre crescente di immigrati giovani, di sesso maschile e di fede islamica nel nostro paese. 

Altri dati interessanti tra quelli emersi, poi, sono quelli che vedono il voto xenofobo beneficiare di un’alta percezione del crimine – ma non del crimine effettivo – e la relazione inversa tra voto xenofobo e affluenza alle urne, ovvero, meno gente si reca a votare e maggiore vantaggio trae il partito che raccoglie il voto anti-immigrazione.

Lo studio, un contributo al chiarimento del controverso rapporto tra immigrazione e voto anti-immigrazione, potrebbe essere uno strumento utile anche per la politica, e non solo per quella italiana.

Gli studiosi concludono infatti che “il fatto che il nord Italia sia altamente rappresentativo delle regioni più ricche e densamente popolate d’Europa, suggerisce la possibilità che risultati simili si possano verificare in altri contesti comparabili”.

* a cura di Gabriele Abbondanza, ricercatore presso l’università di Sydney

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