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Che fine hanno fatto i 28 milioni destinati ai terremotati? La bufala sulla scomparsa

Circola in rete da ieri la notizia, la bufala, della presunta scomparsa di 28 milioni di euro raccolti con gli sms solidali per i terremotati. Come stanno le cose?

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Circola in rete da ieri la notizia, la bufala, della presunta scomparsa nel nulla di 28 milioni di euro raccolti con gli sms solidali in seguito alle scosse sismiche che nei mesi scorsi hanno colpito il centro Italia. Molti siti di news riportano, con dei titoli totalmente fuorvianti la notizia, corredata da parole come vergogna, sciacalli e cose simili.

Ma come stanno effettivamente le cose? Che fine hanno fatto questi famigerati 28 milioni di euro raccolti dalla Protezione civile?

Tutto nasce dall’interrogazione parlamentare della deputata del Movimento 5 stelle, Laura Castelli, alla presidenza del Consiglio. 

Durante il question time del 19 gennaio, la parlamentare ha rivolto la sua domanda alla ministra per i Rapporti col Parlamento, Anna Finocchiaro:

“Come saranno utilizzati questi 28 milioni? – chiede la deputata – Il sito della Protezione civile dà qualche indicazione rispetto al fatto che saranno utilizzati solo a chiusura della raccolta e dopo l’istituzione di un comitato dei garanti. Ma, visto che la situazione è sempre più emergenziale, vogliamo sapere se il governo è a conoscenza di questo ritardo di utilizzo dei fondi”.

E Anna Finocchiario risponde: 

“Al termine della raccolta delle donazioni telefoniche, tuttora in atto, le somme ricevute dal Dipartimento della Protezione Civile saranno trasferite al commissario Errani ai fini della realizzazione di interventi per la ricostruzione e ripresa dei territori colpiti dagli eventi sismici. Le donazioni raccolte, non verranno quindi utilizzate per gli eventi emergenziali a cura del Dipartimento per la protezione civile, per i quali sono state già stanziate apposite risorse”.

Replica ancora Laura Castelli, alimentando le polemiche, a volte sterili in situazioni di grande emergenza come quella attuale: 

“Anche io potevo leggere, coi miei colleghi, lo stesso comunicato stampa da cui ha tratto questa risposta. A noi sembra che ci sia una grande emergenza, che ci sia un continuo di scosse, ancora questa mattina, e che lo stato arrivi sempre ultimo. Ministra, la depressione non aspetta mica le vostre scadenze”. E aggiunge: “In questo momento l’unica parola dovrebbe essere “velocità”, la velocità nell’utilizzare i soldi che la grande solidarietà degli italiani ha messo a disposizione delle persone colpite e questo, invece, non accade. Non accade perché avete i protocolli. Allora, a fronte di protocolli noi vi chiediamo interventi immediati. La solidarietà degli italiani non può essere fermata dalle istituzioni che si trovano sempre ad operare in ritardo”. 

Qui il comunicato della Protezione civile in merito alla polemica circolata in rete: 

“In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici”, si legge sul sito istituzionale. 

“In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.

Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli. Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento”. 

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