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Continua la crisi in Gambia, il presidente non si dimette

Nonostante due ultimatum degli stati dell'Africa occidentale, Jammeh non ha rassegnato le sue dimissioni. Il comandante dell'esercito riconosce Barrow come presidente

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Le truppe del Senegal, sostenute dai membri della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas), hanno sospeso l’avanzata lanciata ieri in territorio gambiano e chiesto al presidente del Gambia Yahya Jammeh, sconfitto alle elezioni di dicembre, di dimettersi entro le ore 13 di venerdì 20 gennaio 2017.

Il presidente Jammeh tuttavia non ha rispettato il termine, e anche il secondo ultimatum – stabilito per le ore 17 – è trascorso senza alcun esito. 

Intanto, i presidenti di Guinea e Mauritania rimangono chiusi insieme a Jammeh, con il quale stanno tenendo dei colloqui.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, inoltre, il comandante dell’esercito gambiano, il generale Ousman Badjie, ha riconosciuto Adama Barrow, eletto alle votazioni di dicembre 2016, come nuovo presidente. Ha aggiunto che non combatterà contro una forza regionale che si ponga l’obiettivo di deporre Jammeh, dopo che questo ha rifiutato di dimettersi e ha dichiarato lo stato di emergenza negli scorsi giorni.

Adama Barrow avrebbe dovuto insediarsi il 19 gennaio, ma a causa dell’opposizione di Jammeh ha dovuto prestare giuramento nell’ambasciata gambiana in Senegal.

“Li accoglieremo con mazzi di fiori e berremo una tazza di te”, ha detto Badjie. “Si tratta di un problema politico. È un fraintendimento. Non combatteremo contro l’esercito della Nigeria, del Togo o qualsiasi altro”.

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