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L’appello del ragazzo italiano al presidente Mattarella per chiedere l’eutanasia

Fabiano Antonioni è un ragazzo di 39 anni, da anni cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale, che invoca l'interruzione di vita

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Fabiano Antonioni è un ragazzo di 39 anni che tre anni fa rimase vittima di un grave incidente stradale.

Da allora Fabiano vive in un situazione psicofisica che lo costringe a letto e perennemente assistito dai familiari: è cieco e tetraplegico e nonostante svariati tentativi di cure e terapie la sua situazione non è migliorata.

Oggi Fabiano scrive un appello indirizzato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel quale chiede l’eutanasia per porre fine alle sofferenze e poter liberamente scegliere di morire. 

La lettera di Fabiano giunge attraverso l’Associazione Luca Coscioni che si batte per le libertà civili dall’inizio alla fine della vita e arriva a poco più di dieci anni dal caso di Piergiorgio Welby.

Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, nel 2006 trasmise all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la richiesta di eutanasia. Dopo mesi di coinvolgimento del mondo scientifico e giuridico, grazie all’Associazione Luca Coscioni – della quale Welby era co-presidente – ottenne legalmente ciò che inizialmente gli era stato negato.

Nell’ordinamento italiano l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti entrambi punibili dagli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale. L’unica discussione parlamentare è quella sul testo di legge sul testamento biologico, denominato Dichiarazioni anticipate di trattamento. Il testo è attualmente al vaglio della commissione Affari sociali della Camera, per cura della relatrice del Partito Democratico Donata Lenzi, ed è emendabile fino al 12 gennaio 2017.

L’Associazione Luca Coscioni ha depositato una legge di iniziativa popolare, in discussione nelle commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali, sulla legalizzazione dell’eutanasia.

Il prossimo 30 gennaio la Camera discuterà il testo di legge sul testamento biologico. 

Il testo dell’appello di Fabiano Anonioni

“Signor Presidente della Repubblica,

Sono sempre stato un ragazzo molto vivace. 

Un po’ ribelle, nella vita ho fatto di tutto: l’assicuratore, il geometra, il broker… 

Ho lavorato per un team di motard, correvo anche in motocross. 

Ma la mia passione più grande è sempre stata la musica. Così divento Dj Fabo.

Suonare per gli altri mi faceva felice. Mi permetteva di sognare e dare un tocco magico alla mia vita. 

Mi trasferisco in India, dove in poco tempo iniziano a chiamarmi ovunque. 

Lì, ho incontrato persone fantastiche e vissuto momenti indimenticabili.

Tutto questo con una persona speciale, Valeria, la mia ragazza. 

Che ora mi presta la sua voce per rivolgermi a Lei, signor Presidente, perché io faccio molta fatica a parlare. 

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Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. 

Non ho perso subito la speranza però. 

In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie.

Purtroppo senza risultati. 

Da allora, mi sento in gabbia. Non sono depresso. 

Ma non vedo più, e non mi muovo più. 

Da più 2 anni sono bloccato a letto immerso in una notte senza fine. 

Vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire.

Ma ho scoperto che ho bisogno d’aiuto. 

L’Associazione Luca Coscioni ha depositato in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia.

Ma sono passati più di 3 anni, e non è stato deciso ancora niente.

Signor Presidente, sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. 

Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa.

Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine”.

Il video dell’appello di Fabiano al Presidente Mattarella affinché intervenga sul fine vita 

—LEGGI ANCHE: EUTANASIA, OVVERO POTER DECIDERE DELLA PROPRIA MORTE, MA ANCOR PRIMA DELLA PROPRIA VITA