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Gli animali del centro Italia muoiono di freddo

Le stalle sono isolate e non si riescono a raggiungere per dar da mangiare e bere agli animali, che si trovano a temperature sotto lo zero, spesso all'aperto

Immagine di copertina

Per le aree del centro Italia, colpite dalle ultime recenti scosse di terremoto del 18 gennaio 2017, non c’è tregua. Molti paesi di provincia sono completamente isolati. Nelle aree appenniniche di Marche, Umbria e Abruzzo ha nevicato tutta la notte, con continue bufere. Si temono nuove slavine, come quella che ha colpito l’albergo di Rigopiano nella notte del 18 gennaio.

L’altezza della neve supera ormai il metro e ottanta ma ci sono cumuli alti anche quattro metri. Uscire dalle case è quasi impossibile.

E a farne le spese sono anche gli animali degli allevamenti dell’area. Le stalle sono isolate e non si riescono a raggiungere per dar da mangiare e bere agli animali, che si trovano a temperature sotto lo zero, spesso all’aperto, perché le stalle sono crollate. Le strade provinciali sono interrotte e tutte le frazioni sono isolate. Molte stalle sono crollate sotto il peso della neve o per le scosse sismiche che non lasciano tregua.

Alcune immagini diffuse degli allevatori e delle aziende agricole delle regioni colpite mostrano quali sono le disastrose condizioni degli animali sommersi dalla neve.