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Il presidente Obama ha accordato la grazia a Chelsea Manning

L'analista transgender dell'esercito americano era stata condannata a 35 anni per aver diffuso su WikiLeaks documenti classificati. Era assegnata a una prigione maschile

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L’ultimo atto di clemenza del presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama è la grazia a Chelsea Manning, l’analista dell’esercito americano condannata a 35 anni per aver consegnato a WikiLeaks documenti secretati nel 2015.

Manning uscirà dunque il 17 maggio 2017 anziché nel 2045, come previsto dalla sentenza emessa nel 2013.

Il 29enne, nata Bradley Manning, aveva annunciato di voler cambiare sesso, ma era stata ugualmente assegnata a una prigione maschile, Fort Leavenworth, in Kansas.

Nel corso del 2016 aveva fatto uno sciopero della fame finché l’esercito non aveva acconsentito alla terapia per la disforia di genere.

In carcere Manning ha anche tentato il suicidio due volte, l’ultima nell’ottobre del 2016. A settembre era stata condannata a 14 giorni di isolamento per il suo precedente tentativo di uccidersi, avvenuto a luglio.

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, aveva fatto appello a Obama dichiarando che se avesse graziato Manning si sarebbe consegnato agli Stati Uniti.

Resta da vedere se manterrà la parola dopo aver celebrato la vittoria della grazia: l’uomo, che si è rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra nel 2012, non ha reso noto se intende effettivamente consegnarsi alle autorità statunitensi.

La Casa Bianca ha comunque fatto sapere che la decisione di accordare la grazia a Manning non è stata influenzata dalla proposta di scambio di Assange.

Manning aveva riconosciuto le sue colpe, questo è stato uno dei fattori che ha convinto Obama a prendere la decisione di graziarla, insieme al fatto che altre persone riconosciute responsabili di crimini simili non hanno ricevuto condanne tanto pesanti come quella toccata a lei.

Le sue azioni avevano diviso l’opinione pubblica tra coloro che la ritengono una traditrice per aver consegnato a WikiLeaks oltre 700mila documenti, video, cablogrammi diplomatici e resoconti dai campi di battaglia, e chi le conferisce il merito di aver rivelato i gravi abusi commessi dalle forze armate americane in Iraq e nella prigione di Guantanamo.

Il presidente della camera dei deputati, il repubblicano Paul Ryan, ha commentato che la decisione di Obama – il quale lascerà la Casa Bianca venerdì 20 gennaio per fare posto a Donald Trum – è oltraggiosa e stabilisce un pericoloso precedente: “Il tradimento di Chelsea Manning ha messo a rischio vite americane e ha rivelato alcuni dei segreti più delicati del nostro paese”.

Sensibilmente diverso il caso di Edward Snowden, ex tecnico dell’intelligence americana che aveva diffuso informazioni sui programmi di sorveglianza di massa.

Snowden non ha mai affrontato il processo, ma è scappato in Russia nel 2013. Mercoledì 18 gennaio Mosca ha esteso di altri due anni il suo asilo temporaneo.

Obama ha commutato altre 208 sentenze e garantito il perdono a 64 persone.

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