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In Pakistan una donna è stata condannata a morte per aver dato fuoco alla figlia

Il delitto d'onore si era consumato nel mese di giugno, quando la donna e suo figlio ordirono l'uccisione di Zeenat colpevole di aver sposato un uomo di diversa etnia

Immagine di copertina

Sono trascorsi sette mesi dalla morte di Zeenat Rafique, una ragazza pachistana di 18 anni, uccisa dalla madre e dal fratello contrari al suo matrimonio con un uomo di etnia diversa. 

Martedì 17 gennaio, la donna è stata condannata a morte da un tribunale pachistano. A renderlo noto i funzionari locali. Il caso della giovane data alle fiamme dalla madre aveva suscitato una reazione decisa dell’opinione pubblica pakistana, che aveva chiesto una revisione in materia normativa per quanto concerne il delitto d’onore. 

Zeenat era stata spinta con l’inganno a far rientro a casa, dopo essere scappata via per timore di essere uccisa dal famiglia. Un presentimento mai svanito, ma rimpiazzato dalla convinzione che i suoi genitori avessero accettato la sua scelta. 

“Dopo appena quattro giorni di matrimonio, la sua famiglia ci contattò promettendo di regalarci nelle settimane successive una festa di nozze adeguata, che avrebbe sancito ufficialmente la nostra unione e ci avrebbe dato così la possibilità di vivere insieme”, ha raccontato il marito di Zeenat, Hassan.

La donna si era fidata e aveva deciso di tornare a casa per qualche giorno. Poco dopo, la giovane chiamò il marito per avvertirlo di una serie di preoccupazioni.

“Mi disse che la sua famiglia aveva cambiato posizione. Le risposi che sarei passato a prenderla, ma lei mi tranquillizzò dicendomi di aspettare fino alla settimana successiva. Invece è stata ammazzata”.

La ragazza era stata uccisa nel peggiore dei modi. Secondo gli esami autoptici effettuati sul suo corpo, Zeenat era ancora viva quando la madre e il fratello la cosparsero di cherosene e le diedero fuoco. Nel tratto respiratorio erano state rilevate tracce di fumo e sul collo erano stati rinvenuti segni di strangolamento. 

Un giudice di un tribunale di Lahore ha deciso di condannare alla pena capitale la madre della ragazza, Perveen Bibi, accusata di omicidio e di terrorismo. A riferirlo all’agenzia di stampa Afp, il procuratore Mian Mohammad Tufail. 

La donna è stata accusata in base alle leggi sul terrorismo in vigore in Pakistan e non sulla base della legislazione penale di recente riformata in materia di delitto d’onore. A pesare sulla sentenza l’impiego del cherosene, considerato un’aggravante. 

La madre di Zeenat è stata multata con un’ammenda pari a un milione di rupie (circa diecimila euro), mentre il figlio Mohammad Anees, accusato di complicità nel delitto, dovrà scontare il carcere a vita e pagare una multa di 1,5 milioni di rupie. Un altro componente della famiglia, il cognato di Zeenat, è stato assolto. 

– Altri casi in Pakistan

Centinaia di donne vengono uccise in Pakistan dai loro familiari ogni anno, perché ritenute colpevoli di aver violato le norme conservatrici del paese per quanto riguarda il matrimonio e la sessualità.

Per esempio, praticare sesso al di fuori del vincolo matrimoniale è visto dalla società conservatrice pakistana come una macchia sull’onore dell’intera famiglia della donna, che può essere eliminato solo alla radice, ossia uccidendo la responsabile. 

Nel 2015, le donne vittime del delitto d’onore in Pakistan sono state circa 1.100, secondo le stime diffuse dalla commissione indipendente dei diritti umani del paese. Ma non tutti i casi vengono denunciati. Inoltre, questi crimini hanno origine da pratiche tribali e vengono spesso inflitti come punizione per un atteggiamento giudicato disonorevole per la famiglia o per il villaggio di appartenenza. 

Nel luglio dello scorso anno, l’omicidio di una star dei social media, Qandeel Baloch, uccisa dal fratello per punire il disonore, aveva riacceso gli animi dell’opinione pubblica la quale aveva fatto appello a una riforma della normativa vigente. 

Nel mese di ottobre, il parlamento aveva approvato una legge volta a eliminare il perdono per gli assassini responsabili di delitti d’onore, ma numerosi critici hanno sottolineato che ci sono delle lacune in alcuni passaggi. 

Nonostante le misure adottate al fine di ridimensionare la portata del problema, l’ultimo omicidio “d’onore” è stato compiuto lunedì scorso nel distretto di Lodhran, nella provincia centrale del Punjab. 

Un uomo ha ucciso la sorella folgorandola con dei fili della corrente elettrica, punendola per aver sposato un uomo nonostante il parere contrario della famiglia. Il fratello l’ha prima torturata e poi legata con dei cavi elettrici. 

Le autorità hanno confermato all’agenzia di stampa Afp che l’uomo è stato arrestato e ha confessato il delitto, sottolineando di averlo fatto perché non accettava che sua sorella sposasse un uomo senza il consenso dei familiari. 

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