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La Corte di Strasburgo riconosce il diritto all’accesso a internet per un detenuto in Lituania

Per la Corte europea dei diritti dell'uomo vietare l'accesso alla rete per i carcerati per scopi relativi all'istruzione limita la libertà di espressione

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Una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la restrizione dell’accesso a internet disposta nei confronti di un detenuto dalle autorità lituane è contraria alla libertà d’espressione sancita dalla Convezione europea per i diritti dell’uomo.

Al detenuto Henrikas Jankovskis era stato proibito di navigare in rete per iscriversi a un corso di diritto, adducendo come motivazione ragioni di sicurezza.

Ma la corte ha ritenuto che le autorità non avessero fornito ragioni sufficienti alla base del divieto. Ha inoltre sottolineato che i siti che Jankovskis voleva visitare erano finalizzati a migliorare la sua istruzione e che per questo il provvedimento violava l’articolo 10 della convenzione, che sancisce la libertà d’espressione.

La legislazione degli stati europei prevede molte limitazioni all’accesso dei detenuti alla rete o a siti specifici sulla base di ragioni di sicurezza.

Il diritto di accesso a internet è già stato oggetto di sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. A gennaio 2016, la corte ha statuito che le autorità non possono impedire a una persona di ricevere informazioni, ma che questo non comporta un obbligo generale di garantire l’accesso a internet. 

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