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Cosa è successo il 16 gennaio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Messico: sono almeno cinque le persone uccise durante una sparatoria all’esterno del club Blue Parrot a Playa del Carmen, in Messico. La Farnesina ha confermato che tra queste c’è un italiano e secondo fonti locali si tratterebbe di un uomo di origini milanesi di nome Daniel Pessina. Tra le vittime ci sarebbero anche due canadesi e un colombiano. Una donna sarebbe morta nella calca della fuga dal locale e almeno una quindicina di persone sono rimaste ferite. Le autorità messicane escludono la matrice terroristica dell’attacco. La pista è quella di un regolamento di conti tra gang criminali.

Siria: i ribelli siriani hanno annunciato che prenderanno parte ai colloqui di pace promossi da Russia e Turchia e previsti per il 23 gennaio ad Astana, in Kazakistan. Dopo la sconfitta subita ad Aleppo est, nel nord della Siria, a dicembre 2016, i ribelli avevano annunciato che non avrebbero partecipato ai colloqui a causa delle frequenti violazioni del cessate il fuoco da parte delle forze del regime e dei suoi alleati. Secondo alcuni analisti, la Turchia, uno dei maggiori paesi che sostengono i ribelli, ha esercitato pressione affinché partecipassero.

Kirghizistan: un cargo turco proveniente da Hong Kong e diretto a Istanbul è precipitato nel nord del Kirghizistan uccidendo almeno 32 persone nello schianto. Il Boeing 747 è caduto sulle abitazioni nei pressi dell’aeroporto di Manas, circa 25 chilometri a nord della capitale Bishkek. Tra le vittime, per lo più residenti locali, ci sono anche alcuni bambini.

Turchia: il parlamento ha dato la sua approvazione preliminare alla nuova costituzione che conferisce al presidente Recep Tayyip Erdogan maggiori poteri. Dopo la seconda votazione, prevista per questa settimana, la riforma costituzionale sarà sottoposta a referendum. La settimana scorsa ci sono stati scontri violenti tra i deputati del partito di Erdogan (Akp) e l’opposizione del partito popolare repubblicano. Il partito filocurdo Hdp ha invece boicottato il voto. La nuova costituzione consentirà al presidente della repubblica di nominare e licenziare i ministri e abolirà la figura di primo ministro. Ci sarà, tuttavia, almeno un vice-presidente.

Russia: il parlamento ha approvato in prima lettura un disegno di legge per depenalizzare alcune forme di violenza domestica. Lo scopo della legge, proposta dalla parlamentare Yelena Mizulina, è quello di degradare da penali ad amministrativi i reati riguardanti abusi domestici che provochino lesioni considerate meno gravi, sia da parte di genitori nei confronti dei figli, sia tra coniugi.

Barhein: tre uomini di fede sciita condannati per l’uccisione di tre poliziotti in un attentato dinamitardo nel marzo del 2014, sono stati giustiziati domenica 15 gennaio 2017. Erano affiliati, secondo le autorità del Bahrein, al gruppo terroristico Saraya al-Ashtar. Secondo gli attivisti, invece, le confessioni sono state estorte attraverso la tortura.

Egitto: l’alta corte amministrativa egiziana ha confermato la decisione di un tribunale di grado inferiore di fermare la cessione delle isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita, rigettando l’appello presentato dal governo. La questione delle due isole collocate nel Mar Rosso all’imboccatura del golfo di Aqaba, che Il Cairo ha ceduto a Riad con un accordo siglato nell’aprile del 2016, ha causato un’ondata di proteste in Egitto.

Kosovo: si sono registrate alcune tensioni tra Serbia e autorità kosovare a causa della vicenda del treno serbo partito sabato 14 gennaio da Belgrado per Kosovska Mitrovica, in Kosovo, e costretto in tarda serata a tornare indietro. I kosovari avrebbero impedito al convoglio proveniente da Belgrado con a bordo alti funzionari statali di oltrepassare il confine, minacciando di usare le loro forze speciali.

Uganda: è ricominciato oggi dinanzi alla Corte Penale Internazionale dell’Aia il processo contro Dominic Ongwen, l’ex bambino-soldato rapito dall’Esercito di Resistenza del Signore (Lra) e divenuto egli stesso uno dei più feroci leader del gruppo ribelle ugandese. 
Ongwen dovrà rispondere di settanta capi d’accusa per crimini di guerra e contro l’umanità. Qui la sua storia.

Italia: ogni anno, il terzo lunedì di gennaio viene pubblicizzato come il “giorno più deprimente dell’anno”, ma non c’è alcun fondamento dietro questa supposizione. Ecco cos’è il Blue Monday e perché non dovreste crederci. 

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