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Il contadino che aiuta i migranti a passare il confine con la Francia ora rischia il carcere

Cédric Herrou vive al confine italo-francese e da marzo aiuta decine di profughi ad attraversare la frontiera in maniera illegale

Immagine di copertina

Cédric Herrou nel suo villaggio al confine tra l’Italia e la Francia, stretto tra le montagne della valle della Roia, è considerato una sorta di eroe locale. Alla fine di dicembre, circa 4mila utenti di Nice Matin lo hanno eletto “cittadino dell’anno”. 

A bordo del suo furgoncino, l’agricoltore 37enne distribuisce quotidianamente ai residenti di Breil-sur-Roya, che conta all’incirca 2000 anime, i prodotti della sua terra: uova, olio e olive. 

Tuttavia, dal mese di marzo l’uomo ha deciso di impegnare le sue energie anche su un altro fronte, offrendo aiuto e protezione ai migranti che tentano di attraversare il confine italo-francese, diretti in prevalenza verso il nord Europa e verso un futuro migliore.  

Herrou non si accontenta di accompagnarli semplicemente al confine. Offre il suo cibo e si prende cura di loro e delle loro famiglie. Diverse centinaia di profughi eritrei e sudanesi sono stati ospitati in roulotte e in tende allestite nel giardino di casa sua. 

Al bar di paese, Cédric è conosciuto e tutti sono al corrente del del suo impegno a favore dei migranti. Tutto ciò gli è costato caro: diverse segnalazioni alle autorità, alcuni fermi, un primo processo a novembre e ora una sentenza che sarà pronunciata a breve. 

Herrou è stato dapprima arrestato con l’accusa di favoreggiamento per aver aiutato otto eritrei ad attraversare il confine. Ora, l’uomo rischia fino a cinque anni di carcere e 30mila euro di multa in caso di condanna. 

Mercoledì 4 gennaio, l’uomo è comparso dinanzi ai giudici del tribunale di Nizza. Anche in quell’occasione non si è tirato indietro e ha difeso il suo operato. “Se dobbiamo infrangere la legge per aiutare delle persone, facciamolo!”, ha detto Herrou fuori dal tribunale, davanti a un nugolo di giornalisti e ad alcuni suoi sostenitori. 

L’attivista è stato accusato di aver “aiutato i migranti sprovvisti di documenti ad attraversare il confine tra l’Italia e la Francia”. Già nel mese di ottobre, Herrou aveva guidato un gruppo di attivisti nell’occupazione di un villaggio vacanze in disuso – appartenente alla società Ferrovie dello Stato (Société Nationale des Chemins de fer Français) e lo ha adibito a punto di accoglienza per migranti. 

Al suo interno aveva ospitato oltre 50 profughi. 

La polizia è intervenuta dopo tre giorni per procedere all’evacuazione del campo e all’arresto di Herrou. Due mesi prima, l’uomo era stato fermato per aver tentato di aiutare otto eritrei trasportandoli a bordo di un auto al confine italo-francese. Il caso è stato poi archiviato e il pubblico ministero ha accettato le ragioni della difesa, secondo la quale l’imputato aveva agito per ragioni umanitarie. 

“Ho preso con me alcune bambine che avevano tentato di attraversare il confine almeno dodici volte. La mia inazione e il mio silenzio mi avrebbero reso complice di tutto questo, e io non voglio esserlo”, ha confessato candidamente Cédric al procuratore di Nizza, Jean-Michel Priest. 

Per la legge, Herrou ha agito e ha fatto ricorso a tattiche semi-clandestine per aiutare i migranti che con frequenza vengono scoperti dalla polizia ferroviaria, e fatti scendere, mentre tentano di raggiungere in treno la Francia. Per molti residenti del piccolo comune al confine, l’uomo è un eroe. L’essere stato nominato “cittadino dell’anno”, ha fatto storcere il naso al presidente del dipartimento Alpes-Maritimes, Eric Ciotti. 

In un editoriale pubblicato sul giornale locale il 30 dicembre, Ciotti ha accusato l’attivista di “falsa generosità”, di essere il capo di “una rete organizzata” e di “voler sfidare apertamente le autorità” agendo illegalmente. 

Nonostante i guai con la giustizia, il suo nome è ormai noto non solo alle forze dell’ordine, ma anche alle frotte di migranti che ogni giorno provano a bussare alla sua porta, in cerca di aiuto. 

“Agisco illegalmente per salvaguardare i diritti dei minori. È nostro dovere alzarsi in piedi quando le cose vanno male. Per questo io continuerò”, ha ribadito l’uomo. 

Per il momento, il pubblico ministero ha previsto una limitazione della sua licenza di vendita che dovrà essere usata solo nelle ore di lavoro e la confisca del suo furgone. La sentenza finale è prevista per il prossimo 10 febbraio. Intanto, Herrou è in procinto di ospitare nei prossimi giorni tre migranti.