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Villa Freud: dentro l’ospedale psichiatrico più grande di Buenos Aires
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Villa Freud: dentro l’ospedale psichiatrico più grande di Buenos Aires

Il fotografo italiano Gianpa L. è stato all'interno dell'Hospital Borda per documentarne il degrado ma anche le attività artistiche in cui vengono coinvolti i pazienti

06 Mag. 2018

L’Hospital Interdisciplinario Psicoasistencial José Tiburcio Borda, più comunemente noto come “El Borda”, è l’ospedale psichiatrico più importante di Buenos Aires. Situato tra i barrios popolari di Barracas e Constituciòn, riflette perfettamente le contraddizioni della società argentina.

Non è un caso che l’attuale presidente della nazione, Mauricio Macri, abbia mandato la polizia dentro l’ospedale per reprimere con gas lacrimogeni e proiettili di gomma una protesta di pazienti, infermieri e psicologi.

La struttura dell’ospedale è fatiscente e sembra che il governo abbia deciso di abbandonarla perché troppo costosa e complicata da gestire. Gli internati girano per la piccola cittadina dentro il Borda con abiti sporchi, chiedendo sigarette e yerba mate.

I trattamenti a cui sono sottoposti sono spesso antiquati, e casi di HIV, epatite, violenze, abusi e morti misteriose sono molto diffusi.

Allo stesso tempo il Borda rappresenta un importante punto di riferimento per il movimento anti-psichiatrico. Qui è nata la prima radio al mondo gestita dai pazienti psichiatrici. I lavoratori della salute mentale vengono da ogni parte del mondo per vedere e studiare le pratiche anti-psichiatriche più avanzate.

Il Frente de Artistas del Borda, un gruppo di pazienti, artisti e psicologi, è uno dei primi e tra i più radicali gruppi di attivisti che lavorano nell’ospedale. Il Frente è stato fondato nel 1984 e da allora si è sempre battuto affinché i muri (fisici e mentali) del manicomio vengano abbattuti.

Il fotografo italiano Gianpa L. (i cui lavori si possono trovare sul suo sito e sulla sua pagina Facebook) è stato dentro questo ospedale per documentare con il reportage Villa Freud quale sia l’atmosfera che ancora oggi vi regna.

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