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Il Kirghizistan ha votato a favore della riforma costituzionale che accresce i poteri del governo

L’80 per cento degli elettori ha approvato la proposta del presidente Almazbek Atambayev, accusato dalle opposizioni di volersi candidare a premier dopo il suo mandato

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Il Kirghizistan ha votato a favore della riforma costituzionale, che accresce i poteri dell’esecutivo.

Domenica 11 dicembre 2016 la Commissione elettorale centrale ha diffuso i primi risultati. Circa l’80 per cento degli elettori ha approvato le modifiche proposte in parlamento dagli alleati del presidente Almazbek Atambayev, che aumentano le facoltà del primo ministro e del governo guidato dal suo partito. L’affluenza è stata del 42 per cento.

Alcuni critici della riforma hanno accusato Atambayev, che ha 60 anni, di volere diventare lui stesso primo ministro al termine del suo mandato, ma il presidente ha negato.

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e il Consiglio d’Europa hanno commentato con una dichiarazione congiunta dell’agosto 2016 che la riforma rischia di accrescere a dismisura le prerogative dell’esecutivo, a spese del potere legislativo e giudiziario.

Nello stesso commento, le due istituzioni hanno aggiunto che alcuni emendamenti alla legge fondamentale potrebbero indebolire il rispetto dei trattati internazionali e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Il Kirghizistan è una piccola nazione centro asiatica, molto povera – è 154esima nella classifica mondiale degli stati per Pil pro capite –, con un popolazione di 5,7 milioni di abitanti, a prevalenza musulmana. Negli ultimi anni è stata caratterizzata dall’instabilità politica: manifestazioni di massa e proteste violente nel 2005 e nel 2010 hanno costretto due presidenti alle dimissioni.

La proposta di Atambayev di modificare la costituzione del 2010 gli ha alienato l’appoggio di alcuni alleati. Se dopo il risultato del referendum il conflitto tra il presidente e l’opposizione si inasprisse, potrebbe esserci una destabilizzazione nella nazione, in cui si trovano basi militari russe.