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Alcuni miti da sfatare sull’orgasmo femminile

Siamo tutti nati da una vagina, ma allora perché non ne sappiamo di più e si parla così poco dell'orgasmo femminile?

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Il tema dell’orgasmo femminile viene spesso affrontato come una questione esclusivamente emotiva. Andando al di là di spiegazioni psico-emotive che riempiono le riviste in edicola, due dottoresse hanno raccontato alla Bbc i risultati delle loro ricerche focalizzate sullo studio del sistema nervoso delle donne.

Deborah Cody, ginecologa di New York, ha voluto analizzare l’orgasmo femminile in chiave puramente scientifica. Mentre abbiamo una mappatura dettagliata del sistema nervoso dei genitali maschili, manca uno studio approfondito riguardo a quelli femminili. Lavorando insieme a un chirurgo specializzato, la ginecologa ha scoperto che l’anatomo-fisiologia del tessuto nervoso che determina la reattività sessuale di una donna cambia di soggetto in soggetto.

Il nervo pudendo è tra i più importanti nel contribuire a provocare un orgasmo, ed è il punto di raccordo tra i genitali e gli input inviati al cervello causati da tocco, pressione e attività sessuale.

Ogni donna ha una distribuzione diversa di nervi in ciascuna delle cinque zone erogene nell’area genitale – il clitoride, la vagina, la cervice uterina, l’ano e il perineo. Ciò che genera piacere in una donna, quindi, non provoca necessariamente lo stesso in un’altra.

“Questo spiega il fatto che alcune donne siano più sensibili nell’area del clitoride, mentre altre semplicemente nell’area vaginale” spiega la dottoressa.

La sessuologa Cinty Meston dell’Università del Texas ha esposto i risultati di un’altra ricerca sullo stesso tema. Il suo intento è quello di scardinare il mito secondo cui le donne, prima di un rapporto sessuale, debbano calmarsi ed essere in una posizione di rilassamento fisico e mentale.

I pazienti che la sessuologa ha sottoposto al suo studio sono stati fatti accomodare in uno studio con divani reclinabili in pelle viola per guardare video pornografici.

Da una sala adiacente, utilizzando uno strumento di indagine vaginale – vaginal photoplethysmograph – la dottoressa ha misurato la pressione cardiaca e il flusso di sangue diretto all’apparato genitale.

Quando lo strumento si attiva emette una luce e, a seconda di quanta luce viene emessa, gli scienziati sono in grado di definire quanto sangue scorre nel tessuto vaginale e, di conseguenza, quanto la donna sia eccitata.

Secondo la dottoressa Meston, una qualsiasi attività – sostenere uno sforzo fisico o guardare un film comico – può comportare un’attivazione del sistema nervoso della donna.

In altre parole l’eccitamento di una donna è caratterizzato da un crescente flusso del sangue e un conseguente aumento della pressione sanguigna in corrispondenza dell’apparato genitale, un fenomeno altrimenti conosciuto come vasocongestione.

L’esercizio fisico facilita la risposta del sistema nervoso, e quest’ultima è uno dei meccanismi che media il rapporto tra esercizio fisico e crescente piacere sessuale.

Le ricerche della ginecologa Deborah Cody e della sessuologa Cinty Meston sono rilevanti soprattutto perché, per anni, si è dato per scontato che le donne funzionassero come gli uomini, e anche per il fatto che al tema dell’orgasmo femminile non è mai stato attribuito un’importanza tale da giustificare lo stanziamento di fondi ingenti per studi accademici.

“A qualsiasi problema sessuale delle donne è data meno importanza rispetto a qualsiasi disfunzione fisica maschile. Purtroppo è evidente che se un uomo ha un problema fisico, come ad esempio la disfunzione erettile, viene subito messo in evidenza, mentre per le donne questo non è vero, ed esse vengono quasi sempre immediatamente stigmatizzate, sostenendo che quel problema è solo ‘nella loro testa’.”

“Siamo tutti nati da una vagina, ma allora perché non ne sappiamo di più e si parla così poco dell’orgasmo femminile?”, si chiede la dottoressa Meston.

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